L’ABCDE per la sorveglianza dei nei melanocitici

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Il nevo melanocitico comune acquisito è una forma molto frequente di neo, soprattutto nelle persone di razza caucasica; fa parte della stessa famiglia delle lentiggini e si tratta di una lesione pigmentaria benigna di colore marrone che compare di solito in adolescenza prevalentemente sul tronco e alla radice degli arti. Rispetto al nevo congenito, presente fin dalla nascita, il cui il rischio maggiore di sviluppo di melanoma si annida nel cambio di dimensione, il neo melanocitico acquisito va tenuto sotto controllo per la numerosità e la variabilità clinica.

Tutti abbiamo dei nei, presenti fin dalla nascita o comparsi nel corso della vita. Si tratta di formazioni benigne che non creano alcun problema, ma vanno tenuti periodicamente sotto controllo per evitare che possano sfociare in situazioni più gravi. Al fine di individuare eventuali melanomi, bisogna seguire la regola ABCDE, che prevede di controllare le cinque principali caratteristiche del neo: Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensione, Evoluzione. Se una di queste variabili cresce o si modifica nel tempo, va effettuata un’accurata visita specialistica dermatologica per prendere in esame l’intervento di asportazione. Esistono sostanzialmente due tipologie di intervento: l’asportazione chirurgica e il laser. In particolare, nuovi studi con la tecnica laser ne stanno dimostrando sicurezza e efficacia per il trattamento di diverse tipologie di formazioni cutanee. Già ampiamente efficace per la rimozione di lentiggini, il laser si rileva idoneo anche per l’asportazione di nevi melanocitici comuni acquisiti. Un caso clinico pubblicato sulla rivista American Society for Dermatologic Surgery, condotto dal dott. Vito Abrusci, ha mostrato come la tecnica che utilizza l’energia laser pulsata sia riuscita a intervenire asportando neoplasie benigne.