La tecnica “drip and ship” efficace per l’ictus acuto

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La tecnica drip-and-ship per gli ictus ischemici acuti e la trombectomia meccanica producono risultati simili a quelli ottenuti quando la stessa strategia viene eseguita in una stroke unit specializzata. A sostenerlo alcuni ricercatori francesi in uno studio pubblicato su JAMA Neurol. La bridging therapy, che consiste in una trombolisi endovenosa entro 4-5 ore dall’ictus ischemico acuto – seguito da trombectomia meccanica entro 6 ore dall’insorgenza dei sintomi – ha dimostrato di essere più efficace della sola trombolisi endovenosa in pazienti con un’importante occlusione vascolare anteriore. Molti centri per l’ictus, tuttavia, a livello di neuroradiologia interventistica, non hanno una dotazione sufficiente di strumenti. Partendo, da queste premesse, alcuni ricercatori francesi guidati da Sonia Alamowitch hanno valutato gli esiti neurologici e i tempi di procedura di intervento riguardanti 100 pazienti con ictus ischemico acuto da estesa occlusione vascolare trattati con metodo drip-and-ship e li hanno poi confrontati con quelli rilevati in 59 pazienti trattati con lo stesso protocollo presso una stroke unit (CSC). Come previsto, i tempi di processo mediani erano significativamente più lunghi nel gruppo di drip-and-ship. A tre mesi, i punteggi della scala Rankin modificata non differivano statisticamente tra i due gruppi e la percentuale di ricanalizzazione vascolare non differiva sostanzialmente tra i pazienti drip-and-ship (84,0%) e quelli delle stroke unit specializzate (79.7%).

“Per noi, il risultato più interessante è che i pazienti trattati con Il metodo drip-and-ship non hanno mostrato differenze in termini percentuali di indipendenza funzionale a tre mesi rispetto a quelli trattati direttamente in un centro specializzato per gli ictus”, spiega l’autrice principale dello studio Sonia Alamowitch, dell’Assistance Publique-Hopitaux de Paris, Hopital Saint-Antoine. “Il nostro studio dimostra che grazie alla buona collaborazione a monte tra i due centri, quello di cura primaria dell’ictus (PSC) e la stroke unit (CSC), il trattamento di pazienti con metodo drip-and-ship produce risultati funzionali simili a quelli ottenuti nei pazienti curati integralmente presso le stroke unit specializzate.”