La roadmap per combattere la resistenza dei germi agli antibiotici

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In occasione della riunione ad alto livello sulla resistenza agli antimicrobici dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 13 tra le principali aziende biofarmaceutiche hanno presentato una roadmap con quattro impegni chiave che implementeranno entro il 2020 per ridurre la resistenza agli antimicrobici, tra cui gli antibiotici. Nello specifico, questo gruppo di aziende diversificate si impegna a:

1. Ridurre l’impatto ambientale della produzione di antibiotici, includendo anche una revisione della catena di produzione e approvvigionamento, e lavorare con gli stakeholder per stabilire un quadro comune per la valutazione e la gestione dello smaltimento degli antibiotici;

2. Aiutare a garantire che gli antibiotici siano utilizzati solo dai pazienti che ne hanno un reale bisogno, riconoscendo, al contempo, che questo richiede un’unione di intenti tra i molti attori coinvolti, attraverso un’educazione costante di fornitori e pazienti, un controllo sulle attività promozionali delle aziende, la condivisione dei dati di farmacovigilanza con gli enti sanitari pubblici e gli operatori sanitari e, infine, la collaborazione tra le parti interessate per ridurre l’acquisto incontrollato degli antibiotici;

3. Migliorare l’accesso agli antibiotici, ai vaccini e agli strumenti diagnostici oggi disponibili o che verranno approvati in futuro, lavorando in sinergia con gli stakeholder per rafforzare i sistemi della salute a livello globale e affrontare le barriere all’accesso; creando nuovi modelli di business che bilancino le esigenze di accesso, l’uso appropriato degli antibiotici, l’allargamento della copertura vaccinale e un adeguato ritorno economico per le aziende; infine, lavorando per ridurre la presenza di antibiotici contraffatti in mercati ad alto rischio;

4. Esplorare nuove opportunità di collaborazione tra aziende e settore pubblico per affrontare le sfide in ambito di ricerca e sviluppo su nuovi antibiotici, vaccini e strumenti diagnostici, riconoscendo il valore che questi portano alla società.

Le aziende ribadiscono anche il proprio supporto verso un approccio globale multisettoriale, per affrontare gli altri fattori che contribuiscono all’antibiotico-resistenza così come definiti dal Global Action Plan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla AMR Review, dalla National Strategy and Action Plan degli Stati Uniti e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite emessa in occasione della riunione ad alto livello sulla resistenza antimicrobica. Le aziende firmatarie chiedono pertanto ai governi di sostenere la riduzione, nell’uomo e negli animali, dell’uso di antibiotici quando non necessari, di sostenere il miglioramento delle misure di sorveglianza e di controllo delle infezioni, la ricerca continua e lo sviluppo di nuovi antibiotici attraverso incentivi finanziari e normativi e, infine, di approfondire l’impegno per sviluppare e adottare sistemi diagnostici avanzati per affrontare l’eccesso di prescrizioni.