La prevenzione del rischio nella medicina della riproduzione

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Esaminare e comprendere come prevenire i rischi clinici nella procreazione medicalmente assistita. È quanto è stato discusso durante un recente congresso sulla PMA organizzato a Firenze. “Perché i rischi clinici della PMA, al pari di qualsiasi tecnica chirurgica o di laboratorio, esistono e vanno conosciuti e prevenuti – hanno dichiarato la dott.ssa Claudia Livi e la dott.ssa Elisabetta Chelo del Centro Demetra – e vanno analizzati e gestiti in maniera globale e trasversale, non limitandosi all’identificazione e alla valutazione dei potenziali rischi in sala chirurgica o in laboratorio, ma valutando anche aspetti come quello dell’appropriatezza nei percorsi diagnostici e terapeutici, oppure il delicato aspetto della sicurezza dei bambini nati da PMA, la gestione dell’errore, la gestione delle paure delle donne rispetto alle conseguenze delle terapie ormonali.”

Ma siamo certi che le paure delle pazienti e delle coppie coincidano con quelli che gli esperti della medicina della riproduzione considerano i rischi clinici di queste tecniche? Per comprenderlo è proprio alle pazienti che il centro si è rivolto e lo ha fatto attraverso la condivisione di un sondaggio online dal quale è emerso che la paura principale delle donne raggiunte in rete è rappresentata dalle conseguenze della stimolazione ormonale sulla propria salute, seguita dalla paura del fallimento e dall’ansia provocata da tale paura. “Dai dati di realtà emerge lo scollamento tra le paure delle pazienti ed i rischi che noi esperti della medicina della riproduzione incontriamo nella pratica clinica e che miriamo a prevenire”, ha commentato la dott.ssa Elisabetta Chelo. “A titolo esemplificativo, se per le donne una gravidanza gemellare rappresenta un coronamento assoluto del proprio desiderio di maternità, tutti gli esperti concordano invece sul fatto che si tratti ancora di un rischio importante da prevenire e di cui le pazienti devono essere consapevoli.” Le complicanze di una gravidanza gemellare (in Italia costituiscono il 20% di tutte le gravidanze ottenute) sono molto maggiori di una gravidanza singola, in termini di parto pretermine, mortalità perinatale, diabete gestazionale e ipertensione, condizioni entrambe del tutto sottovalutate dalla donne intervistate se non addirittura ignorate.

E che dire della paura delle conseguenze della stimolazione ormonale sulla salute delle pazienti, da molte in rete definita “un bombardamento ormonale”? A tentare di sfatare questa frequente paura è la dott.ssa Livi: “Se un rischio esiste è solo quello dell’iperstimolazione ovarica, ma che oggi è fortemente ridotto. Per indurre l’ovulazione si possono infatti utilizzare protocolli di trattamento che non provocano, se non in rarissimi casi, fenomeni di tal tipo.”