Ibrutinib è la nuova terapia contro la leucemia anche senza chemioterapia

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La leucemia linfatica cronica, la forma più diffusa di leucemia, ha un tasso di prevalenza in Europa pari all’incirca a 5.87 casi annui nell’uomo e a 4.01 casi nelle donne ogni 100.000 persone. La sopravvivenza globale è compresa tra 18 mesi e più di 10 anni in relazione allo stadio di malattia. Ebbene, questa malattia potrà essere curata subito con il farmaco Ibrutinib, anche senza aver praticato la chemioterapia . È quanto ha stabilito la commissione europea per il farmaco che ha “promosso” l’approvazione del farmaco ibrutinib a terapia di prima scelta e quindi alternativo alla chemioterapia tradizionale. Le novità terapeutiche e le potenzialità del farmaco sono state presentate al congresso Europeo di Ematologia (EHA) a Copenhagen e i risultati provengono dallo studio clinico RESONATE2, nel quale la molecola ibrutinib ha dimostrato di migliorare significativamente la sopravvivenza libera dalla progressione della malattia e anche la sopravvivenza globale rispetto alla terapia standard. Il farmaco orale potrà dunque essere utilizzato per trattare la leucemia linfatica cronica dei pazienti con prima diagnosi come iniziale opzione di cura, e non solo in pazienti con recidive che hanno già eseguito altre terapie come la chemio. La leucemia linfatica cronica (CLL) è la più diffusa delle leucemie e la nuova terapia rappresenta certamente un rivoluzionario passo in avanti.