“Per la cura del diabete i modelli di cura sono differenti da regione a regione”

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Secondo un’indagine realizzata da GfK Eurisko condotta su 500 persone con diabete di tipo 2 in trattamento insulinico, che mette a confronto esperienze, soddisfazione dei pazienti e modelli di cura in 10 Regioni italiane, il diabete è gestito con modelli differenti da regione a regione mentre, per quanto riguarda i pazienti, 1 su 2 non si sente in buona salute e 2 pazienti su 3 hanno una complicanza: primariamente arteriopatie (39%), problemi cardiaci (28%), retinopatia (20%), nefropatia (11%) e piede diabetico (11%). Inoltre, 1 paziente su 2 è in sovrappeso e circa un quarto è obeso. Significativo l’impatto sulla qualità di vita: la malattia influisce in modo rilevante sulla sfera emozionale (1 paziente su 2 si sente ansioso e depresso) e quella fisica (1 paziente su 2 prova dolore e ha difficoltà di movimento), 1 paziente su 3 ha difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. “L’indagine mette in luce una disomogeneità nei modelli di gestione del diabete e nella soddisfazione dei pazienti per i servizi di cura nelle diverse regioni italiane. Lo specialista diabetologo si conferma come il referente principale, anche se il medico di medicina generale può avere un ruolo fondamentale di supporto e guida per favorire la presa in carico, l’aderenza alle cure e agli stili di vita”, commenta Isabella Cecchini, Direttrice del Dipartimento di Ricerche sulla Salute di GfK Eurisko, curatrice della ricerca.

I pazienti maggiormente consapevoli, attivi, competenti nella gestione della malattia sono anche quelli maggiormente soddisfatti e hanno migliori risultati. Il coinvolgimento attivo del paziente può anche essere favorito da strumenti digitali che facilitino la comunicazione e relazione con medici, farmacisti e infermieri. Un terzo dei pazienti intervistati infatti, emerge dall’indagine, è interessato a attivare strumenti di telemedicina a cui attribuisce la possibilità di migliorare il controllo della malattia, garantire una maggiore sicurezza e una terapia più personalizzata.