Ingrassa e diventa iperteso chi dorme poco

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Secondo una ricerca condotta al King’s College di Londra, per una sola notte in cui si dorme meno, il giorno dopo si mangiano 385 calorie in più (equivalenti a un bel pezzo di pizza bianca e 100 grammi di pizza sono pari a circa 320 calorie). Gli esperti hanno confrontato le calorie consumate da un campione di persone cui era chiesto di dormire a piacimento e, successivamente, di limitare il sonno a un certo numero di ore per notte. Ebbene, in questo secondo caso, i partecipanti consumavano in media 385 calorie in più nelle 24 ore successive alla notte in cui avevano dormito poco. È possibile che a lungo termine la carenza di sonno cronica vada a pesare in maniera significativa sulla bilancia di una persona. Questo studio è stato pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition. Fino a poco tempo addietro era noto che il 50% dei pazienti con insonnia cronicizzata e più del 20% dei soggetti con privazione cronica di sonno presentasse un rischio statisticamente significativo di sviluppare ipertensione arteriosa o malattie cardiovascolari. La mancanza di sonno non rallenta solo i nostri ritmi di vita ma anche il nostro metabolismo, portando così l’organismo a utilizzare meno energie. La scoperta conferma l’ipotesi secondo cui dormire poco determina un aumento di peso, non solo perché stimola la fame, ma anche perché rallenta la velocità con cui il nostro corpo brucia le calorie. Il rischio di sviluppare ipertensione è particolarmente elevato nei pazienti che lamentano insonnia e nei quali si dimostri strumentalmente una riduzione del tempo di sonno. In particolare, è stato riportato che i pazienti insonni con un tempo totale di sonno inferiore a 6 ore hanno un rischio di ipertensione aumentato di circa 3 volte e di addirittura 5 volte se dormono meno di 5 ore. Particolarmente interessante è il fatto che, se considerate singolarmente, l’insonnia o la breve durata di sonno non sono correlate a un incrementato rischio di ipertensione arteriosa. Il rischio aumenta in maniera significativa solo quando i due disturbi sono associati.