Infertilità femminile e rischio cardiovascolare

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È possibile che il fallimento di un trattamento per la fertilità possa essere associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari? È possibile che l’infertilità possa indicare una predisposizione di fondo verso le malattie cardiovascolari? Queste le domande alle quali hanno cercato di dare una risposta alcuni ricercatori canadesi che per approfondire la questione hanno esaminato le cartelle cliniche di 28.000 donne (età media 35 anni). Tutte le pazienti, tra il 1993 e il 2011, avevano ricevuto dei trattamenti per la fertilità, metà delle quali almeno tre, consentendo al 33% di rimanere incinte. Dall’analisi dei dati è risultato che del gruppo del 67% che non ha avuto alcuna gravidanza, in un tempo medio di 8,5 anni sono stati registrati 2.686 eventi cardiovascolari con un tasso annuo del 19%. Inoltre, le donne che non avevano concepito presentavano una maggiore incidenza di ipercolesterolemia, fumo, asma, neoplasie e la depressione. Diabete e ipertensione, invece, sono risultati meno comuni tra le donne che non hanno affrontato una gravidanza rispetto a coloro che l’hanno affrontata. Anche se l’aumento delle malattie cardiovascolari è stato del 19%, Jacob Udell e colleghi, ricercatori presso l’Institute for Clinical Evaluative Sciences a Toronto, ritengono che questi risultati debbano comunque essere attentamente ponderati dai medici in modo da predisporre trattamenti preventivi e cambiamenti dello stile di vita per le donne con una lunga storia passata di trattamenti per l’infertilità. Lo studio è stato pubblicato su CMAJ 2017.