Individuato il grasso peggiore che danneggia il cuore

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Cambiano i parametri  per valutare il rischio cardiaco nelle persone obese?. Sembra infatti che elevati volumi di grasso addominale e la diminuzione della densità del grasso, misurato mediante tomografia computerizzata (TAC), siano associati a un profilo di rischio cardiovascolare peggiore , ben oltre la previsione dei rischi sulla base dell’indice di massa corporea (BMI) o della circonferenza della vita. E’ quanto si sostiene in un articolo pubblicato a settembre di questo anno  nel Journal of American College of Cardiology.. Lo studio Framingham  è durato 6 anni  e ha interessato 1106 persone
Inoltre, le variazioni del volume di grasso addominale e della sua densità correlano con i cambiamenti nei fattori di rischio cardiovascolare: ipertensione, elevato colesterolo LDL e trigliceridi elevati.
Durante i 6.1 anni di follow-up, il volume totale di grasso addominale dei partecipanti è aumentato di 602 cm3 per il sottocutaneo e 703 cm3 per il viscerale. La densità si è attenuata di 5,5 HU (Hounsfield units) per il sottocutaneo e è lievemente aumentata (0,07 HU) per il viscerale. Allo stesso tempo, il peso medio è aumentato di 2,4 kg, il BMI di 1,1 kg / m2 e la circonferenza vita media di 3,7 cm.

Aggiustando i dati per attenuazione basale del grasso addominale, indice di massa corporea, circonferenza vita, fattori di rischio CV, età, sesso, abitudine al fumo, consumo di alcol, attività fisica, stato di post-menopausa e terapia ormonale sostitutiva, si ottiene una relazione con i diversi fattori di rischio indicata in tabella:

tabella1

Il BMI “è una misura grezza” che può dare messaggi contrastanti: mentre può identificare i pazienti a maggior rischio di mortalità, le persone che sono in sovrappeso o lievemente obese possono avere rischio di mortalità inferiore o simile rispetto alle persone di peso normale. Inoltre circa un terzo degli adulti obesi sono metabolicamente sani (o hanno un punteggio di rischio cardiometabolico basso) e ricadono in quei casi “paradosso dell’obesità”, mostrando una minore morbilità e mortalità di coetanei normopeso. Le tecniche di imaging (TAC o risonanza) in grado di individuare la localizzazione del grasso, oltre che la sua qualità, sono ancora molto costose, espongono a radiazioni e richiedono tempi lunghi di svolgimento.
Oggi è possibile determinare la composizione corporea con l’impedenza (BIA): questa sfrutta la resistenza al passaggio di una corrente elettrica del corpo umano per determinare il contenuto di della massa grassa, quella magra  e l’acqua  (fonte www.lanutritione.it)