Incontinenza urinaria e qualità dei presidi, un problema ancora irrisolto

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Potrebbero avere una vita di qualità, relazioni sociali appaganti, non trovarsi in situazioni imbarazzanti e non avere motivi di depressione, se solo potessero scegliere, senza condizioni, il proprio presidio per incontinenza e stomia, dall’intera gamma che offre il mercato, e non tra quello che è stato negoziato ed erogato da parte delle Istituzioni. Sono le persone che soffrono di incontinenza e stomia. Per loro, se non accompagnati da un presidio personalizzato, la vita può essere tutta in salita. In Italia sono oltre 7milioni – di età compresa tra i 18 e i 70 anni – a soffrire di incontinenza urinaria o fecale. L’incontinenza rappresenta un problema socio-sanitario rilevante, per il quale è importante trovare risposte soddisfacenti sia in termini di efficacia sia di rapporto costi/benefici, soprattutto in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione. Tra i diversi elementi da tenere sotto controllo, c’è anche quello della tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. L‘insorgenza dell‘incontinenza urinaria cresce infatti all‘aumentare dell‘età: per i soggetti non ospedalizzati di età superiore ai 60anni, la prevalenza dell‘incontinenza urinaria varia dal 15% al 35%; l’incontinenza ha una prevalenza di oltre il 70% dopo gli 80anni in entrambi i sessi, ma non risparmia nemmeno i più giovani. L’utilizzo dei presidi per l’incontinenza è per aggiudicazione di gara, spesso seguendo il criterio del “prezzo più basso”.

Per sensibilizzare sul tema dell’importanza della libera scelta del presidio da parte di chi vive la condizione di incontinenza, Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati FAIS lancia una campagna di sensibilizzazione E Tu… di Che Presidio Sei?, con la quale intende portare l’attenzione su quanto questo oggetto faccia la differenza nella vita di una persona e chiedere ai decisori la possibilità di una scelta più libera, perché più ampia. Il video della campagna sarà diffuso sui social e sul sito FAIS, con cadenza settimanale. Su questo, la campagna è quanto mai utile ed è la prima, sul tema specifico della libertà di scelta e dell’appropriatezza del presidio. “È necessario che le Istituzioni comprendano che per noi non è un vezzo né un capriccio chiedere di poter scegliere tra tutti i presidi in commercio, anche al di là di quelli previsti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)”, dichiara Pier Raffaele Spena, presidente FAIS. “Il presidio per incontinenti e stomizzati non è come un cerotto o una siringa, che possono andare bene per tutti e per qualunque fascia di età e condizione. I presidi sono prodotti che hanno a che fare con l’intimità della nostra vita. Sono i nostri compagni di viaggio e quindi si debbono adattare alle nostre diverse fasi: un dimagrimento, un acquisto di peso, un esito chirurgico nuovo, una condizione psicologica negativa. Debbono cambiare con noi. Quindi la gamma di prodotto da cui scegliere, necessariamente, non può essere limitata a quella prevista dal legislatore, ma deve comprendere l’universo dei presidi in commercio. Per noi ottenere una più ampia possibilità di scelta è una questione di vita, perché te la può cambiare in meglio. Con l’hashtag #e tu… di che presidio sei?, infatti, abbiamo voluto, anche in modo provocatorio, attirare l’attenzione su questo tema, mai davvero affrontato fino in fondo.”

FAIS, nell’ambito della XII World Continence Week, presenterà il 4 luglio presso l’Hotel Nazionale a Roma il primo report dell’Osservatorio Nazionale su Incontinenza e Stomia (ONIS), realizzato con ALTEMS, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, grazie al contributo delle DG Welfare della Campania, Lazio, Piemonte e Veneto. Un progetto pilota che ha l’ambizione di essere poi proposto su tutto il territorio nazionale al fine di iniziare un costante e puntuale monitoraggio che restituisca una fotografia fedele delle singole realtà regionali.