Il Vaticano apre il dialogo globale sulla longevità umana. “Fondamentale la democratizzazione

“‘Riprogettare l’algoritmo del tempo’ significa oggi ripensare radicalmente il futuro della longevità umana”: non soltanto vivere più a lungo, ma comprendere chi potrà davvero accedere a una vita lunga, sana, dignitosa e sostenibile. È da questa visione One Health, One Dignity, Global Human Longevity for All, con il via a Roma della II edizione del Vatican Longevity Summit 2026, appuntamento internazionale promosso dall’Istituto Internazionale di Neurobioetica IINBE, in collaborazione con Brain Circle Italia e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita. Il 25 e il 26 maggio 2026, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ospita premi Nobel, Neuroscienziati, Clinici, Bioeticisti, Filosofi e Ricercatori provenienti da tutto il mondo per interrogarsi su una delle grandi sfide antropologiche del nostro tempo: non soltanto vivere più a lungo, ma comprendere come vivere meglio, preservando dignità, autonomia, relazioni e qualità della vita per tutti.

I temi affrontati nel corso di questa II edizione si inseriscono inoltre nel più ampio dibattito etico e antropologico richiamato anche da Papa Leone XIV nell’Enciclica Magnifica Humanitas, promulgata il 25 maggio 2026, dedicata al rapporto tra evoluzione umana, dignità della persona, giustizia sociale e responsabilità collettiva nell’epoca delle grandi trasformazioni tecnologiche contemporanee: “Il progresso autentico non coincide con il semplice sviluppo tecnico, ma con la capacità di custodire integralmente la persona umana”, osserva il Santo Padre nell’Enciclica, richiamando la necessità di mantenere dignità, equità e centralità della persona al cuore delle grandi trasformazioni scientifiche e tecnologiche del nostro tempo.

Motto dell’edizione 2026 del Summit è appunto One Health, One Dignity, Global Human Longevity for All, sintesi di 2 anni di lavoro scientifico e etico internazionale sviluppato dal Vatican Longevity Summit: “Stiamo entrando in una fase completamente nuova della storia umana”, osserva padre Alberto Carrara, promotore del Vatican Longevity Summit, neuroscienziato, bioeticista e presidente dell’Istituto Internazionale di Neurobioetica. “Per la prima volta l’umanità non si sta interrogando soltanto su come vivere più a lungo, ma su come garantire che la longevità possa diventare una possibilità realmente umana, accessibile e dignitosa.”

“Riprogettare l’algoritmo del tempo” significa comprendere che il futuro della longevità non può essere guidato esclusivamente dalla tecnologia o dalla biologia, ma richiede una nuova responsabilità etica, sociale e culturale: “One health ci ricorda che la salute umana è inseparabile dall’ambiente, dalle relazioni e dalla qualità della vita collettiva”, prosegue padre Alberto. “One dignity afferma invece che ogni persona possiede un valore intrinseco che non dipende dall’età, dalla fragilità o dalla condizione sociale. Global human longevity for all significa allora affrontare una delle grandi sfide del nostro tempo: evitare che la vita lunga diventi un privilegio biologico per pochi. La democratizzazione della longevità rappresenta oggi una responsabilità globale. La nostra sfida non è semplicemente estendere il tempo della vita, ma umanizzare il futuro della longevità stessa.”

Ad aprire simbolicamente il Summit è stato anche lo svelamento dell’opera monumentale Longevity, dello scultore AXIS - Francesco Ciardiello, artista presente alla Biennale Arte 2026 con una ricerca che mette in dialogo tradizione scultorea, innovazione tecnologica e riflessione sul tempo umano. L’opera, inaugurata presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, scelta come elemento simbolico della giornata inaugurale del Vatican Longevity Summit, apre una riflessione sul rapporto tra corpo, identità, memoria e futuro e testimonia la volontà di ampliare il dialogo sulla longevità oltre il piano strettamente scientifico ed etico, coinvolgendo anche il linguaggio simbolico dell’arte contemporanea.

Ad aprire i lavori, Vittorio Sironi, dell’Università Milano-Bicocca, con un intervento dedicato alla riscoperta storico-scientifica della vecchiaia, dalla gerontologia alla geroscienza. Tra i protagonisti della prima giornata anche il prof. Calogero Caruso, dell’Università di Palermo, che affronta il tema dei semi e supercentenari e delle nuove prospettive biologiche della longevità umana; il prof. Suresh Rattan, studioso dell’ormesi e dello stress positivo; Bernd Kleine-Gunk, che analizza il rapporto tra adattamento biologico, stress e healthy ageing.