Identificata la proteina delle metastasi tumorali del grosso intestino

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HSP47 è il nome della proteina che, più di ogni altro marcatore, è in grado di svelare la presenza di metastasi dei tumori del colon-retto. Da una revisione della letteratura questo biomarcatore è infatti risultato l’elemento più rappresentativo sia nelle sedi tumorali che a distanza, con la logica conseguenza che una riduzione dei suoi livelli dopo l’intervento depone per una prognosi migliore. Le analisi immunoistochimiche di convalida hanno dimostrato che l’espressione di HSP47 nei pazienti con tumori colorettali e il numero di cellule fusiformi che la esprimono nello stroma tumorale risultano significativamente più elevati rispetto a quanto osservato nelle mucose sane dei tessuti adiacenti al tumore. Inoltre è stato accertato che il numero di cellule HSP47-positive aumenta con la progressione tumorale. Certamente si tratta di dati importanti. Infatti la scoperta di biomarcatori in grado di prevedere il potenziale di metastasi linfonodali nei pazienti con tumori colorettali diventa essenziale per lo sviluppo di migliori strategie per il trattamento di questi tumori. Lo studio è stato pubblicato su Int J Cancer online.

Il tumore del colon-retto rappresenta uno dei big killer in tutto il mondo. Nel nostro Paese è la terza neoplasia più frequente nei maschi e la seconda nelle femmine. Questo tipo di tumore è in costante aumento soprattutto a causa del permanere di stili di vita scorretti, in particolare legati alla scarsa attività fisica e alla dieta non equilibrata. Solo un numero limitato di casi è di origine genetica. Il cancro del colon è direttamente associato a un’alimentazione ad alto contenuto calorico, ricca di grassi animali, di carni rosse e povera di fibre. È dimostrato un incremento di rischio del 15% nelle persone in sovrappeso e del 33% negli obesi. Dobbiamo quindi impegnarci sempre più intensamente per migliorare il livello di consapevolezza della popolazione, per far comprendere ai cittadini che l’obesità è un fattore di rischio, pericoloso quanto il fumo di sigaretta. È indispensabile mettere in atto nuove strategie per ridurre la percentuale di tumori correlati a questa condizione. Siamo di fronte a una vera e propria sfida per la salute pubblica e per garantire la sostenibilità del sistema.