
I dati finali dello studio di fase III Latitude confermano che il trattamento iniettabile long acting per l’HIV cabotegravir + rilpivirina ha un’efficacia superiore nel mantenere la soppressione della carica virale rispetto alla terapia orale quotidiana in persone con una storia di difficoltà di aderenza alla terapia antiretrovirale. I dati a 48 settimane sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.
“Lo studio Latitude si aggiunge a un solido corpus di evidenze a sostegno del ruolo dell’associazione iniettabile long acting cabotegravir + rilpivirina come valida opzione terapeutica per le persone che vivono con l’HIV”, dichiara Kimberly Smith, M.D., MPH, head of Research & Development di ViiV Healthcare. “Questo è il primo studio randomizzato che conferma che questo regime è superiore alla terapia orale quotidiana in questa popolazione. Pertanto, questi risultati potrebbero convalidare un approccio long acting per questo ulteriore gruppo di pazienti e fare una differenza significativa per le persone che vivono con l’HIV e per il nostro obiettivo di porre fine all’epidemia.”
“I risultati dello studio randomizzato Latitude evidenziano come la strategia farmacologica long acting rappresenti un’opzione terapeutica efficace e concreta anche per persone con HIV con difficoltà di aderenza alla terapia orale, e testimonia la possibilità di una nuova alleanza terapeutica, premessa indispensabile per il mantenimento del successo virologico anche in condizioni di maggior fragilità”, afferma la prof.ssa Antonella Castagna, primario di Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e ordinaria di Malattie Infettive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. “Il Centro da me diretto , insieme ad altri centri in Italia , partecipa in questo momento allo studio Crown, uno studio di grande rilevanza internazionale che sta valutando l’efficacia e la sicurezza a lungo termine di un trattamento antiretrovirale long acting con cabotegravir + rilpivirina per le persone con HIV che continuano ad avere carica virale rilevabile nonostante siano in terapia antiretrovirale orale.”
















