Herpes Zoster, disponibile in Italia il nuovo vaccino ricombinante adiuvato

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Disponibile anche in Italia il vaccino ricombinante adiuvato contro l’Herpes Zoster, il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”, malattia che ogni anno colpisce circa 150mila italiani e può causare un dolore molto intenso, talvolta durevole nel tempo, dando luogo in alcuni casi ad una complicanza invalidante chiamata nevralgia post-erpetica (NPE) che ha un impatto negativo sulla qualità della vita dei soggetti colpiti. Si calcola che circa 1 individuo adulto su 3 sia a rischio di sviluppare almeno un episodio di Herpes Zoster nel corso della propria vita. L’incidenza e la gravità aumentano con l’età con un incremento dopo i 50 anni, arrivando ad 1 individuo su 2 nei soggetti di età superiore a 85 anni. La malattia può essere debilitante per periodi prolungati, con assorbimento di risorse del Servizio Sanitario Nazionale in termini di visite, accertamenti e cure.

A fare il punto sulla patologia e sulle nuove opportunità di salute offerte dalla vaccinazione sono stati gli esperti riuniti in una conferenza stampa digitale a cui hanno partecipato Massimo Andreoni, professore ordinario di Malattie Infettive presso l’Università Tor Vergata di Roma; Roberto Bernabei, docente di Medicina Interna e Geriatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; Giancarlo Icardi, professore ordinario di Igiene presso l’Università di Genova; Fabio Landazabal, presidente e ad GSK Italia; Tommasa Maio, segretario nazionale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale Continuità Assistenziale.

Il vaccino ricombinante adiuvato (RZV) è stato sviluppato e formulato da GSK per fornire un’elevata efficacia contro l’Herpes Zoster e la nevralgia post-erpetica, per essere ben tollerato nelle popolazioni ad aumentato rischio di sviluppare la patologia, incluse quelle immunocompromesse, e per offrire una protezione duratura nel tempo. La scelta di sviluppare un vaccino adiuvato è l’elemento innovativo della formulazione: un adiuvante è infatti un componente che stimola la risposta immunitaria innata in modo simile alla naturale risposta agli agenti patogeni. Gli adiuvanti sono progettati per stimolare risposte immunitarie precoci, forti e durature. Anche l’Italia ha contribuito in termini di studi clinici alla registrazione del vaccino ricombinante adiuvato: nel nostro Paese sono stati condotti 5 studi clinici registrativi con il coinvolgimento di 47 centri. “La lunga tradizione italiana in campo vaccinale e di sanità pubblica ha fatto sì che siamo stati e siamo in prima linea anche nello sviluppo clinico di Shingrix”, commenta Icardi. “Come sperimentatori abbiamo per primi constatato non solo la sicurezza ma anche l‘ottima performance di questo vaccino in tutti i soggetti che sono eleggibili alla vaccinazione contro l’Herpes Zoster.”