Guanti Sì o No. I diversi pareri sull’utilizzo nel contrasto alla pandemia

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La sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, ha lanciato come ulteriore stretta delle misure anti Covid, l’obbligo di usare guanti monouso a bordo dei mezzi pubblici, “aumentando il ritmo delle sanificazioni del mezzo, più volte al giorno, perché non basta una volta sola”. Ma ancora non abbiamo capito se i guanti servono realmente per proteggerci oppure no. Vediamo, in sintesi, i pareri più autorevoli.

Per l’ISS, come dispositivo di protezione, i guanti vanno bene a patto che “non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per 60 secondi e siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati alla fine di ogni utilizzo, per esempio, eliminati al termine dell’uso al supermercato”. Lo scorso giugno a non raccomandare l’uso di guanti da parte delle persone in pubblico come misura preventiva per impedire la diffusione del coronavirus era stata l’Organizzazione mondiale della sanità. Ma a fine giugno, sempre l’Oms spiegava che “indossare guanti in spazi pubblici non sostituisce la necessità per l’igiene delle mani né offre alcuna misura aggiuntiva di protezione contro il Covid-19 rispetto all’igiene delle mani”, concludendo dunque che “i guanti non offrono una protezione completa contro il contagio delle mani”.

Chi sconsigliava l’uso dei guanti (“paradossalmente, può aumentare il rischio contagio”) era stato il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università di Milano, in un’intervista all’AGI del 3 settembre in cui dichiarava che “i guanti possono dare un falso senso di sicurezza e, quindi, indurre le persone a fare meno attenzione ad altre misure importanti per la prevenzione del contagio, come il lavaggio delle mani”. A usare i guanti, invece, dovrebbero essere gli operatori sanitari: “Non solo perché esposti maggiormente al rischio contagio durante l’esercizio della loro professione, ma anche perché sanno bene come vanno utilizzati”, ribadiva Pregliasco. “Più che saper indossare i guanti, bisogna saperli togliere: se non vengono tolti con attenzione si rischia di rimanere contagiati.”

Insomma nulla di nuovo per il personale sanitario. Ciò che ancora rimane confuso è l’utilizzo dei guanti nel corso della giornata da parte del cittadino comune. L’11 Aprile scorso, la dott.ssa Anna Graziella Burroni, dermatologa e presidente SIDEP Società Italiana Dermatologia Psicosomatica, per clicMedicina scriveva: “Anche noi dermatologi siamo impegnati nel ‘difendere’ soprattutto la pelle degli operatori sanitari in prima linea, ma anche per coloro che sono a casa, contro i danni da Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), come ci avevano messo in guardia i colleghi cinesi attraverso il Consensus of Chinese Experts on Protection of Skin and Mucous Membrane Barrier for Health-Care Workers Fighting Against Coronavirus Disease in Dermatologic Therapy 2019. Ogni giorno visitiamo operatori sanitari con manifestazioni cutanee alle mani che vanno dalla semplice disidrosi all’eczema grave e sovrainfetto. La causa? L’uso continuativo dei guanti, l’eccesso di detersione e l’uso dei disinfettanti.”