Gruppo Menarini e arte: Raffaello maestro d’armonia e difensore dei beni culturali

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“All’epoca si stava spogliando quanto restava dell’Antica Roma: si fondevano bronzi, si smontavano templi per riutilizzare in modo spregiudicato i pezzi. Raffaello è la prima voce autorevole a ergersi contro il dissennato sfregio delle rovine romane. Si rende conto del danno che si sta facendo e, nel 1518, scrive a papa Leone X chiedendo di fermare quello scempio. Il papa lo capisce e lo nomina ‘Prefetto dell’antichità’, una sorta di soprintendente, il primo nella storia a ricevere questo incarico.” Così Cristina Acidini, già soprintendente dei musei d’arte di Firenze e oggi presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, che ha curato la monografia collegando vita e opere e mettendo in rilievo l’evoluzione dell’aspetto umano e artistico di Raffaello.

E proprio Raffaello Sanzio è protagonista del volume della collana d’arte del Gruppo Menarini presentato, con un evento di video-arte, nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte a Firenze, primo centro italiano per le Esperienze di Arte Immersiva. Certo Raffaello protagonista ma con un aspetto inedito in quanto viene posta l’attenzione su un aspetto biografico meno noto, che ne fa capire l’attualità, ovvero il suo impegno per la tutela dei monumenti antichi, un concetto che, nei secoli successivi, farà tanta strada e sarà all’origine della moderna tutela delle belle arti. Un ruolo, quello di Raffaello, che sottolinea la necessità di tutelare, proteggere e conservare le tracce del passato.

Avvicinare all’arte italiana è una sfida che Menarini porta avanti anche attraverso le Menarini Pills of Art, pillole video pensate per far conoscere in tutto il mondo le curiosità legate alle opere di artisti rinascimentali: ne sono state pubblicate quasi 600, divise in 8 lingue, con 28milioni di visualizzazioni. L’ultima, appena pubblicata, racconta gli aneddoti dell’opera di Raffaello Guido Baldo da Montefeltro. Rispettare l’arte e favorire il più possibile la sua divulgazione è anche una delle mission di Menarini. “Firenze, culla del Rinascimento e sede della nostra casa madre, ha accolto negli anni i più grandi artisti di sempre, tra cui Raffaello”, dichiarano Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini. “A poco più di 500 anni dalla sua morte, Menarini ha voluto celebrare questo grande artista e tutti i pittori rinascimentali protagonisti della storica collana d’arte del Gruppo inaugurata più di mezzo secolo fa.”

Questi volumi raccontano a un pubblico di non addetti ai lavori la grande arte toscana, romana e veneta, del Rinascimento e non solo, facendone scoprire, anno dopo anno, protagonisti noti e meno conosciuti. Le monografie hanno così spaziato da Beato Angelico, Antonello da Messina, Michelangelo e Caravaggio ai Lorenzetti, Benozzo Gozzoli e Pollaiolo. E questo ha permesso anche agli storici dell’arte di raccontarli, non attraverso saggi specialistici o con un linguaggio rivolto ai colleghi, ma con una narrazione attraente e comprensibile da tutti.

“Con la pubblicazione annuale delle monografie d’arte – dichiara Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Bergamo e direttore di Palazzo Madama a Torino – per quasi 70 anni Menarini ha avuto la capacità, ma soprattutto la costanza e l’intelligenza, di portare avanti molteplici messaggi: far conoscere i maestri italiani, salvaguardare il patrimonio artistico nazionale e farne apprezzare la singolare eccezionalità.”