Gravidanza e COVID-19: cosa fare in caso di infezione?

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“Niente allarmismi”, sottolineano gli esperti in occasione del III Congresso dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici WAidid. Nel caso che la madre contragga il virus durante la gravidanza, questo non influisce nel suo prosieguo. Dagli studi raccolti finora, non risulta infatti un aumento di complicanze ostetriche in caso di contrazione dell’infezione da SARS-CoV-2. Le manifestazioni cliniche di COVID-19 nelle donne in gravidanza sono simili a quelle di pazienti adulte non gravide di età simile, cioè prevalentemente sintomi riconducibili a febbre, tosse, mialgia, dolori alla gola e malessere. Tuttavia, anche in caso di malattia e contrazione del COVID-19, questo non è un’indicazione per il parto anticipato. Inoltre, in virtù dell’assenza di prove certe per la trasmissione verticale del virus dalle donne in gravidanza infette ai loro feti, il parto vaginale non è controindicato.

Tuttavia una volta nato, il neonato dovrebbe essere considerato come un caso sospetto di COVID-19. Se il neonato è negativo, tutte le precauzioni per limitare la trasmissione dell’infezione da madre a bambino utilizzate durante il ricovero devono continuare a casa fino alla guarigione della madre, prevedendo continui contatti ambulatoriali di follow-up (per telefono, telemedicina o in ambulatorio) durante i primi 14 giorni di vita, mentre tamponi rinofaringei devono essere ripetuti in serie (cioè a 7, 14 e 28 giorni di vita). Il follow-up può terminare a 28 giorni di vita se il neonato è sano e i tamponi sono negativi. Per quanto riguarda l’allattamento al seno, considerando i benefici dell’assunzione di latte materno, non è controindicato. È sufficiente osservare le raccomandazioni di un rigoroso comportamento, indossare la mascherina chirurgica, lavare mani e seno prima dell’allattamento e pulendo i biberon e le superfici con cui è venuta a contatto, prima e dopo l’uso. In caso di separazione temporanea a causa delle condizioni della madre, è preferibile incoraggiare il latte materno estratto.