Glaucoma: nuove tecniche chirurgiche

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Nuove tecniche mirate per aumentare la sicurezza globale della chirurgia del glaucoma. “Tra queste, l’impianto ab interno di Xen gel sta dimostrando ampia efficacia, sicurezza e minima invasività”, dichiara Roberto Carassa, direttore del Centro Italiano Glaucoma, primo ambulatorio oftalmico dedicato alla diagnostica e alla cura del glaucoma. “La chirurgia del glaucoma ha lo scopo di ridurre la pressione dell’occhio mediante un incremento del deflusso d’ umore acqueo. L’intervento più diffuso è la trabeculectomia, che prevede la creazione di un foro che mette in comunicazione la camera anteriore con lo spazio sottocongiuntivale. Quest’intervento tuttavia, nonostante la sua efficacia, è caratterizzato da una serie di possibili complicanze anche gravi che possono compromettere la funzione visiva del paziente. Per questo motivo il suo utilizzo è riservato a casi gravi che non riescono a essere controllati da terapie mediche o laser.”

“Di recente sono state introdotte nuove tecniche mirate ad aumentare la sicurezza globale della chirurgia del glaucoma aumentandone dunque l’indicazione”, prosegue Carassa. “Tra queste, sta sempre più affermandosi l’impianto ab interno di Xen gel grazie alla sua efficacia, alla sua sicurezza e alla sua minima invasività. L’impianto XEN 45 Gel Stent® (Allergan Inc.) è un dispositivo disponibile per il trattamento chirurgico del glaucoma e può essere impiantato come procedura autonoma o in combinazione con la chirurgia della cataratta. Il funzionamento dello XEN® è basato sulla filtrazione sottocongiuntivale con approccio ab interno. L’approccio ab interno ha il grande vantaggio di evitare l’apertura della congiuntiva limitando così l’infiammazione e i processi cicatriziali che sono alla base del fallimento della chirurgia del glaucoma. Lo XEN® è un cilindro cavo lungo 6 mm con un lume interno di 45 micron costituito da una gelatina derivata da collagene suino, cross-linkato con un passaggio in gluteraldeide per renderlo permanente e non riassorbibile. La gelatina è stata selezionata come opzione altamente biocompatibile, naturale, atta a minimizzarne il rischio di erosioni e divenire flessibile e conformabile con i tessuti circostanti.”

“Per l’inserimento – spiega Carassa – si utilizza un iniettore dotato di un ago che, fatto passare attraverso la camera anteriore dell’occhio, viene inserito nella zona angolare opposta al punto di ingresso e dopo la sua esposizione sotto la congiuntiva viene retratto lasciando in sede l’impianto stesso. In tal modo lo Xen, mettendo in comunicazione la camera anteriore con lo spazio sottocongiuntivale, determina un deflusso calibrato di acqueo con conseguente riduzione della pressione oculare. Per incrementare il successo e per garantire un corretto posizionamento dello XEN®, prima dell’intervento viene eseguita una iniezione di 0.1 ml di mitomicina C allo 0.1-0.2% sotto la congiuntiva e capsula di Tenone. La procedura d’impianto dello XEN è caratterizzata da una notevole rapidità e può essere eseguito in anestesia topica. La peculiarità di garantire un deflusso controllato dal calibro interno del tubo garantisce una chirurgia molto sicura senza il rischio di marcati e improvvisi cali della pressione intraoculare che sono alla base delle complicanze anche gravi della trabeculectomia.”