I giorni della ricerca scientifica di AIRC iniziano al Quirinale

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Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è tenuta al Palazzo del Quirinale l’annuale cerimonia dedicata a Fondazione AIRC, appuntamento che inaugura I Giorni della Ricerca, che da domenica 3 a domenica 10 novembre, con un ricco programma di comunicazione e di iniziative, informano e sensibilizzano l’opinione pubblica sui progressi raggiunti nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e della cura del cancro e presentano le nuove sfide che la comunità scientifica è impegnata ad affrontare per rendere i tumori sempre più curabili.

“Oltre a finanziare con continuità il lavoro di 5mila ricercatori per costruire un futuro sempre più libero dal cancro, siamo oggi chiamati a rafforzare il nostro impegno per assicurare un’informazione scientifica chiara, basata su solide evidenze e capace di soddisfare il bisogno di conoscenza di tanti pazienti, dei loro familiari e dell’opinione pubblica, più in generale”, spiega il Presidente Fondazione AIRC e FIRC, Pier Giuseppe Torrani. “Siamo bombardati da una mole di notizie senza precedenti le cui fonti non sempre sono attendibili o verificate. Questo è un tema sul quale è necessario assumersi una forte responsabilità, soprattutto se si parla di scienza e di salute. AIRC si pone come baluardo della divulgazione scientifica sulla ricerca oncologica e combatte ogni giorno contro la disinformazione, diversificando i canali e gli strumenti di comunicazione per raggiungere una porzione sempre più rilevante di pubblico. Lavoriamo quotidianamente perché l’informazione scientifica diventi patrimonio culturale di tutta la popolazione italiana. Lo facciamo utilizzando i linguaggi propri dei tanti canali disponibili, attraverso le parole dei nostri scienziati che escono dai loro laboratori per spiegare la scienza, raccontando le storie delle persone che possono testimoniare i benefici concreti prodotti dalla ricerca sul cancro nella loro vita. Lo facciamo insieme alle istituzioni e ai media perché siamo tutti investiti della responsabilità di garantire una informazione più corretta possibile.”

“Anche noi scienziati abbiamo la responsabilità di comunicare in modo chiaro e accessibile il nostro lavoro e l’aiuto di AIRC e dei media è fondamentale per riuscire a raccontare sempre meglio i progressi della scienza”, ricorda Giorgio Trinchieri, Chairman della Commissione Consultiva per la Ricerca Fondazione AIRC. “Stiamo vivendo un momento molto entusiasmante per la ricerca oncologica a cui i ricercatori italiani hanno partecipato in modo significativo. In questi ultimi anni con l’introduzione di nuove terapie che potenziano la risposta immune contro i tumori (immunoterapia) abbiamo raggiunto un reale e tangibile progresso per la terapia del cancro con un significativo aumento della durata della vita e in molti casi della guarigione per un sempre più grande numero di pazienti. Gli scienziati italiani, prevalentemente in strutture pubbliche, spesso con un supporto fondamentale da parte di Fondazione AIRC, hanno dato un grande contributo con la ricerca di base e clinica nello studio del sistema immunitario, dello sviluppo di protocolli più efficaci e meno tossici di chemio e radioterapia e della terapia molecolare che colpisce le molecole alterate del cancro come bersagli terapeutici. Tuttavia, sappiamo che non tutte le tipologie di tumore rispondono bene a questi nuovi strumenti. La sfida davanti a noi è grande, è quella di aumentare il numero di pazienti che rispondono alla immunoterapia per potere poi estendere queste opportunità terapeutiche a tutti i pazienti di cancro.”

Nuove terapie e protocolli innovativi sono il fil rouge della storia di Valentina Robino, testimone della ricerca, che è potuta diventare mamma nonostante il tumore al seno che le era stato diagnosticato alla 25ma settimana di gravidanza: “La mia non è una storia di merito, di studio e di dedizione, come quelle dei ricercatori. È una storia semplice e comune a tante persone; la storia di chi proprio grazie a quel merito, quello studio e quella dedizione è potuta guarire dal cancro. Avevo 37 anni, un bambino di un anno e mezzo, ero incinta di 5 mesi e avevo ricevuto una diagnosi che nessuno vuole sentire. Il primo pensiero è stato che la situazione fosse compromessa e che il fatto di essere incinta escludesse a priori la possibilità di curarmi. In quel momento di grande smarrimento ho incontrato la dott.ssa Lucia Del Mastro, che grazie al sostegno di AIRC aveva studiato nuove terapie per giovani colpite da tumore e che mi ha spiegato che, non solo avrei potuto essere operata, ma addirittura, avrei potuto iniziare immediatamente la chemioterapia in gravidanza senza pericoli per la bambina. Sono passati quasi 10 anni dalla diagnosi, io sono guarita, Anna è una ragazza di 9 anni, allegra e molto intraprendente. Auspico che, come me, tutti i malati di tumore affrontino il loro percorso con la consapevolezza che la ricerca produce cure sempre più efficaci. Quello che sembra impossibile oggi, può diventare realtà domani. E questo è possibile solo se, tutti insieme, sosteniamo con fiducia il lavoro dei ricercatori.”