Giornate mondiale dei disturbi respiratori (BPCO)

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Le patologie dell’apparato respiratorio costituiscono un grave problema che tende naturalmente ad acuirsi; durante l’autunno e l’inverno l’esposizione al freddo rende più frequenti patologie come raffreddore, influenza, bronchite, rinite e rende gravi quelle croniche come l’Asma Allergica e la BPCO che a causa di stili di vita non corretti (fumo di tabacco, alcol), dell’esposizione professionale a sostanze irritanti (polveri, agenti chimici, fumi e vapori), dell’inquinamento atmosferico e domestico e dell’invecchiamento della popolazione, stanno aumentando in questi ultimi anni in tutto il mondo.

L’Asma è un problema mondiale: secondo l’OMS nel mondo ne soffrono tra i 100 e i 150 milioni di persone. La Global Initiative for Asthma (GINA) stima che in Europa ci siano oltre 30 milioni di asmatici. L’Asma Allergico Grave, che colpisce bambini e adulti, è una patologia complessa caratterizzata da una produzione eccessiva di immunoglobuline E (IgE) da parte dell’organismo, in risposta agli allergeni ambientali quali acari della polvere, pollini e muffe. Le linee guida GINA stabiliscono come obiettivo primario nella gestione del paziente il raggiungimento del controllo ottimale della patologia. Non controllare la patologia comporta il persistere dei sintomi e l’insorgere di frequenti riacutizzazioni che spesso possono causare l’ospedalizzazione e, addirittura, mettere a rischio la vita di chi ne è affetto. La BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione progressiva delle vie aeree, parzialmente o non reversibile, associata ad infiammazione cronica che colpisce i polmoni e le vie aeree con conseguente importante riduzione della funzionalità respiratoria. Il fumo di tabacco è la causa più comune della condizione insieme ad altri fattori, quali l’inquinamento dell’aria e raramente associata a forme genetiche. Colpisce il 5% della popolazione nel mondo (329 milioni di persone) e l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) stima che la BPCO possa essere nel 2030 la terza causa di morte. La progressiva diminuzione della funzione polmonare si manifesta clinicamente con il sintomo principale la dispnea (senso di fatica nel respirare) riducendo inevitabilmente la qualità di vita e diventando una condizione progressivamente invalidante che condiziona lo svolgimento di abituali attività fisiche quotidiane (camminare, salire le scale e persino nel vestirsi o lavarsi).

Tosse, catarro e affaticamento nel respiro sono i campanelli d’allarme di questa patologia respiratoria cronica che se non curata può portare all’insufficienza respiratoria e, nelle fasi più gravi, all’ossigenoterapia. La diagnosi di BPCO dovrebbe essere presa in considerazione in ogni persona, di età superiore a 35-40 anni, che lamenta mancanza di respiro, tosse cronica, espettorazione, raffreddori invernali frequenti e una storia di esposizione a fattori di rischio per la malattia.

Un corretto inquadramento diagnostico permette l’individuazione di un’adeguata strategia terapeutica, i cui obiettivi si prefiggono nella BPCO anche di ridurre il sintomo principale, la dispnea, garantendo al paziente di svolgere le normali attività quotidiane. La BPCO è decisamente sotto diagnosticata e risulta essere una condizione patologica gestita in maniera non ottimale dal punto di vista diagnostico/terapeutico anche perché non è sufficientemente percepita come malattia vera e propria e non è percepita la gravità delle complicanze ad essa legate.