Giornata Mondiale della Voce 2026. “Disfonia per 1 persona su 3. Ecco le regole per una buona igiene vocale”

“Si stima che fino a 1 persona su 3 possa incorrere in un’alterazione della voce (disfonia) transitoria o permanente almeno 1 volta nella vita”, dichiara il prof. Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano - Gruppo MultiMedica. “Questo rischio sale fino a ben oltre il 50% per le categorie di professionisti che hanno un più intenso utilizzo vocale, lavorativo o artistico, come insegnanti, commercianti, impiegati, istruttori di fitness, centralinisti, attori e cantanti. Ciononostante, gli studi condotti sui pazienti disfonici ci suggeriscono che solo 1/4 dei soggetti con problematiche vocali si rivolge agli specialisti per inquadrare il disturbo e intraprendere un percorso di cure adeguato.”

La Giornata Mondiale della Voce, che ricorre il 16 aprile 2026, diviene così un’occasione per ricordare come sia fondamentale riconoscere i campanelli d’allarme – cali di voce, alterazioni del timbro, oppure affaticamento a fine giornata – per evitare che uno stress funzionale si trasformi in lesioni permanenti. “L’innovazione tecnologica degli ultimi decenni ha rivoluzionato sensibilmente il modo in cui diagnostichiamo e gestiamo le patologie della voce”, afferma il dott. Carlo Robotti, laringologo presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria presso il medesimo Ospedale. “Con strumentazione diagnostica ad alta definizione possiamo valutare le più fini alterazioni delle corde vocali.” E, quando il riposo vocale e la terapia medica non sono sufficienti, spiega ancora, la moderna tecnologia viene in soccorso degli specialisti con soluzioni minimamente invasive: “Ad esempio, utilizzando strumentazione endoscopica flessibile, possiamo eseguire procedure diagnostiche e terapeutiche complesse in anestesia locale, con massimo comfort per il paziente e garantendo livelli di precisione paragonabili alla chirurgia tradizionale.”

Una delle innovazioni più significative è l’introduzione nella pratica chirurgica dei laser a fibra ottica: “Oggi abbiamo a disposizione il blue laser, che ci permette di operare con una precisione millimetrica, minimizzando il danno ai tessuti sani circostanti e accelerando sensibilmente i tempi di guarigione”, spiega il dott. Stefano Righini, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Cervico-Facciale dell’Ospedale. “Inoltre, il futuro vedrà sempre di più l’applicazione della Medicina rigenerativa alla cura delle corde vocali, utilizzando ad esempio le iniezioni di plasma ricco di piastrine PRP, molto utili nei casi di cicatrici congenite o esiti di precedenti interventi chirurgici, in quanto possono restituire elasticità e funzionalità a questo organo, tanto fragile quanto prezioso.”

Con alcune semplici ‘regole di igiene vocale’, è possibile mantenere in salute la nostra voce, riducendo sensibilmente il rischio di sviluppare lesioni organiche, ricordano gli specialisti ribadendo la centralità della prevenzione:

  • “Idratazione. Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno permette alle corde vocali di rimanere lubrificate;
  • Evitare di raschiare la gola. Provoca uno sfregamento traumatico delle corde vocali, che crea irritazione e stimola la produzione di muco. Bere piccoli sorsi d’acqua può aiutare ad evitare questo comportamento dannoso;
  • Smettere di fumare. Abolire le sigarette (comprese quelle elettroniche) riduce irritazione, disidratazione, il rischio di lesioni benigne e addirittura tumori;
  • Evitare traumi e abusi vocali – Urlare o sforzare la voce in ambienti rumorosi può danneggiare le corde vocali. Meglio avvicinarsi all’interlocutore anziché alzare il volume;
  • Non parlare durante uno sforzo fisico. Gli sforzi fisici importanti (allenamento sportivo, corsa, salire le scale, sollevare pesi) causano un’interferenza sulla coordinazione tra respirazione e vibrazione;
  • Non sussurrare. Il sussurro costringe le corde vocali a chiudersi strettamente e le sottopone a uno sforzo importante. Se la voce è stanca, è meglio restare in silenzio per un po’;
  • Attenzione all’ambiente. L’aria secca e gli ambienti polverosi irritano la voce. Usa un umidificatore ambientale o un nebulizzatore portatile, specialmente in inverno o in climi secchi;
  • Controllare la postura. Tensioni eccessive a livello del collo e delle spalle possono affaticare la voce. Se parli molto al telefono, non tenerlo fra la testa e la spalla ma utilizza gli auricolari;
  • Alimentazione e reflusso. Cibi piccanti, acidi o grassi possono causare reflusso gastroesofageo e faringolaringeo, irritando le corde vocali anche in assenza di sintomi evidenti. È inoltre consigliabile evitare pasti abbondanti prima di coricarsi;
  • Riposo vocale e prevenzione. Se parli molto durante il giorno, programma 10-15 minuti di riposo vocale per permettere alla tua voce di recuperare le energie. Se canti o reciti, riscalda e defatica la voce rispettivamente prima e dopo una performance;
  • Non cantare o parlare sopra il dolore. Il dolore è un segnale di stop. Se la gola fa male o se devi sforzarti per far uscire la voce, fermati immediatamente e considera di rivolgerti a uno specialista”.

“È consigliabile – proseguono ancora – rivolgersi a un Otorinolaringoiatra specializzato in disturbi della voce o a un logopedista in presenza di:

  • Disfonia persistente. La voce è rauca, sfiatata o indebolita per più di 2 settimane (specialmente se non associata a un raffreddore);
  • Dolore o sforzo. Qualsiasi dolore fisico alla gola durante o dopo l’uso della voce, oppure la sensazione che parlare richieda uno sforzo maggiore del normale, oppure ancora la sensazione che, parlando, ti manchi il fiato;
  • Rotture della voce. La voce che ‘salta’ o ‘si spezza’ inaspettatamente o che si incrina di frequente;
  • Sensazioni fisiche. Uno strano ‘nodo’ in gola, difficoltà a deglutire, presenza di muco che non si riesce a eliminare;
  • Perdita di estensione vocale. Per i cantanti, l’impossibilità di raggiungere note alte che prima erano facili, o una voce che improvvisamente suona più profonda del solito;
  • Tosse con sangue. Se tossisci sangue dopo uno sforzo vocale estremo (come un urlo), potresti avere un’emorragia cordale, che rappresenta un’emergenza vocale e richiede il silenzio assoluto”.