Giornata Mondiale Contro l’AIDS 2025. “Obiettivo debellare entro il 2030 una pandemia che ha causato milioni di morti per non rischiare una drammatica retromarcia”

Proseguire nei progressi per debellare entro il 2030 una pandemia che ha causato milioni di morti o rischiare una drammatica retromarcia. Lo evidenziano tema e slogan scelti da UNAIDS per la Giornata Mondiale Contro l’AIDS 2025, che ricorre il 1° dicembre: “Superare le difficoltà, trasformare la lotta all’AIDS”. Il programma ONU che coordina le politiche globali di risposta all’HIV/AIDS fa riferimento al drastico taglio degli aiuti internazionali operato dall’amministrazione USA e a quei Governi che – denuncia UNAIDS – “aumentando le leggi punitive contro relazioni omosessuali, identità di genere, uso di droghe, stanno amplificando la crisi, rendendo inaccessibili i servizi per l'HIV”.

UNAIDS invita la comunità internazionale a reagire per colmare il divario finanziario e a sostenere con maggiore forza ONG e comunità impegnate. “La LILA non può che condividere l’appello di UNAIDS”, si legge in un comunicato della Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids. “Uno scatto in avanti è necessario anche da parte dell’Italia, che deve mettere in campo più risorse per sostenere i necessari interventi di Salute pubblica nel nostro Paese, ma anche per il supporto alla cooperazione internazionale. Il diritto alla salute non può che essere universale e per tutti e tutte.”

LO SCENARIO ITALIANO, COA/ISS: “TROPPE 7 NUOVE DIAGNOSI AL GIORNO”

I dati del COA-ISS, Centro Operativo AIDS del Ministero della Salute, recentemente pubblicati, delineano un quadro epidemico sotto controllo, ma anche il permanere di criticità importanti sulle quali si fatica a intervenire e che stanno compromettendo il raggiungimento degli obiettivi di salute dell’Agenzia ONU 2023 da parte del nostro Paese. In primo piano, sottolinea la LILA, vi è sicuramente il fenomeno delle diagnosi tardive: anche nel 2024, ben il 60% di chi ha ricevuto una diagnosi di HIV è arrivato al test perché manifestava già sintomi e patologie correlati all’AIDS, il che accade quando il test viene effettuato dopo anni dall’avvenuta infezione. “La LILA denuncia ormai da molto tempo la portata drammatica di questo fenomeno, particolarmente preoccupante nella popolazione anziana. Non è accettabile che nel 2025 ci si continui ad ammalare per patologie correlate all’AIDS, quando esistono terapie antiretrovirali in grado di fermare l’evolversi dell’infezione e di rendere il virus non trasmissibile, perfino in caso di mancato uso del profilattico, come certificato dall’evidenza scientifica U=U, Undetectable equals Untrasmittable.”

Altro nodo riguarda poi il numero delle nuove diagnosi. Nel 2024, il rialzo dell’ultimo triennio si è assestato intorno ai livelli dell’anno precedente: 2.379 nuove diagnosi di HIV che arriveranno a 2.500 con i ritardi di notifica. Significa, sottolinea ancora la LILA, di 7 nuovi casi segnalati al giorno che potrebbero essere evitati. Pur non essendo alto, tale livello non è in linea con la decrescita attesa e, senza una svolta decisa, sarà difficile per l’Italia raggiungere alcuni dei più importanti obiettivi di salute indicati dall’ONU entro il 2030: 0 nuove infezioni, 0 stigma, 0 decessi per AIDS, ricorda ancora la LILA.

LILAREPORT 2025

“Diagnosi tardive e mancata decrescita delle infezioni evidenziano un problema di fondo: una percezione del rischio errata e confusa in tutte le fasce d’età, comprese quelle adulte, frutto della storica assenza di programmi di prevenzione e informazione efficaci e scientificamente corretti ma anche dello scarso investimento nei servizi per la salute sessuale”, prosegue la nota della LILA. “I dati che arrivano dai nostri servizi, raccolti nel LILAReport 2025, ci segnalano che le persone, generalmente, non conoscono le vie di trasmissione del virus, non conoscono la Profilassi pre-Esposizione PrEP e la Profilassi post-Esposizione PpE e restano legate a convinzioni errate su presunte categorie a rischio. Bassa risulta la propensione all’uso del profilattico: tra le e gli studenti del progetto Educaids, di LILA Cagliari, il 70% ha risposto di non usarlo con costanza o di non usarlo mai; alte percentuali anche tra gli adulti che si sono rivolti ai nostri servizi di testing. Insufficiente risulta anche l’offerta di test mentre resta forte lo stigma che continua a gravare su chi vive con l’HIV causando gravi discriminazioni e allontanando le persone dai servizi pubblici per il test e per la salute sessuale.”

LE INIZIATIVE LILA PER IL WAD 2025

Dal 28 novembre al 06 dicembre 2025, 8 Sedi LILA si attivano nei propri territori con 26 iniziative di prevenzione, testing e solidarietà “per ribadire i danni causati dallo stigma e i valori della solidarietà come premessa indispensabile per ogni seria politica di Salute pubblica”. La LILA partecipa e sostiene con le altre community anche la campagna d’informazione HIVup! Conosci, Previeni-Agisci, iniziativa di sensibilizzazione rivolta alla popolazione generale sulla prevenzione dell’HIV, sull’opportunità di trattamento e l’accesso precoce alle terapie delle persone che vivono con HIV.