Genova, Clinica Montallegro. “Diventa routine l’impianto di protesi idrauliche al pene in anestesia locale

Ormai è una realtà. L’impianto di protesi idraulica tri-componente al pene, uno dei più complessi nel suo genere, può essere effettuato anche in anestesia locale senza ricorrere all’anestesia spinale (puntura nella schiena) o anestesia generale. È quanto è stato riportato in un articolo scientifico pubblicato sull’Archivio Italiano di Urologia e Andrologia, dal titolo Comparison of Intraoperative and Postoperative Results After Tricomponent Penile Prosthesis Implantation Under Spinal Versus Local Anaesthesia. La ricerca clinica è stata effettuata da un gruppo di specialisti Urologi operanti alla Clinica Montallegro di Genova, guidati dal prof. Aldo Franco De Rose, urologo e andrologo genovese che da anni si dedica alla soluzione dei problemi sessuali e riproduttivi del maschio.

I ricercatori hanno valutato il dolore peri-operatorio e post-operatorio in 2 gruppi composti da 10 soggetti; tutti soffrivano di deficit erettivo grave non rispondente ai farmaci orali o le punture intracavernose di caverject, motivi per cui è stato necessario ricorrere all’impianto della protesi al pene, in quanto fortemente motivati a continuare ad avere una vita sessuale di coppia. “La nostra esperienza presso la Clinica Montallegro di Genova si è concretizzata nel 2024 quando, per la prima volta al mondo, abbiamo impiantato una protesi idraulica tricomponente in anestesia locale, quasi per necessità, a causa di importanti criticità che presentava il paziente dopo un precedente trauma: presenza di placche metalliche a livello della schiena, che impedivano l’anestesia spinale; 2 precedenti arresti cardiaci durante l’anestesia generale, con conseguente ricovero in Rianimazione, che ne avevano sconsigliato la procedura”, spiega De Rose.

“Per l’anestesia locale è stata utilizzata una miscela anestesiologica di ropivacaina al 7,5% (che ha una durata di poco più di 7 ore) e mepivacaina al 2% con adrenalina (effetto più pronto ma con durata d’azione più limitata) sia per il sito chirurgico peno-scrotale che per quello addominale”, spiega la dott.ssa Donatella Giua, anestesista della Clinica Montallegro. “In particolare – prosegue De Rose – l’obiettivo della anestesia locale è stato quello di anestetizzare i corpi cavernosi del pene mediante punture della miscela anestesiologica per l’impianto dei 2 cilindri, lo scroto, la faccia anteriore del pene e l’uretra con punture parauretrali a livello bulbo, a livello dell’emergenza dei nervi perineale superficiale e profondo (rami terminali del nervo pudendo Dx e Sn) per alloggiare la pompa di attivazione, e addominale con anestesia locale del nervo ileoipogastrico e ileoinguinale, in modo da poter alloggiare il serbatoio in fossa iliaca destra e sottopossare il tubo che collega la pompa di attivazione della protesi e il serbatoio.”

“I nostri risultati non hanno mostrato differenze significative tra i 2 gruppi in termini di dolore postoperatorio, punteggi di soddisfazione del paziente e tassi di complicanze”, dichiara Fabrizio Gallo, urologo savonese e coautore dello studio. “Al contrario, per quanto riguarda la valutazione del dolore peri-operatorio, è stata riportata una richiesta significativamente maggiore di sedazione nei pazienti sottoposti ad anestesia locale rispetto a quelli sottoposti ad anestesia spinale, a causa di un disagio avvertito prima e durante le rispettive procedure.”

Inoltre, dall’analisi dei dati si è evinto che non è stata riscontrata alcuna differenza significativa tra i 2 gruppi in termini di soddisfazione generale, grado di corrispondenza con le aspettative, probabilità di utilizzo continuato, facilità d’uso, fiducia nella capacità di intraprendere attività sessuale e soddisfazione del partner riportata dal paziente. “E proprio sulla base di questi ultimi elementi – conclude De Rose – presso la Clinica Montallegro di Genova, da circa 2 anni, proponiamo l’impianto di protesi peniena a 3 componenti in anestesia locale, metodica che non viene utilizzata in nessuna altra parte del mondo, ma che costituisce un notevole vantaggio soprattutto per il paziente.”