Geloni, vescicole e vasculite, i segni minori dell’infezione da Sars-Cov-2

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“Esiste un forte nesso tra Covid-19 e Dermatologia che è allo studio della comunità scientifica mondiale. Nelle ultime settimane si è assistito alla frequente comparsa di manifestazioni cutanee verosimilmente correlate all’infezione da coronavirus SARS-CoV2”, spiega la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, direttore dell’Unità operativa complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera universitaria Federico II di Napoli. A confermarlo sono i recenti studi scientifici che evidenziano che l’insorgere di alcune manifestazioni dermatologiche (geloni, eruzioni vescicolari, lesioni vasculitiche, ecc.) possono essere legate alla malattia; a volte in pazienti sintomatici o paucisintomatici ma, in alcuni casi, anche in soggetti che non presentano altri sintomi concomitanti.

“A scopo epidemiologico risulta fondamentale porre l’attenzione su quei pazienti che manifestano affezioni cutanee anomale, che non rientrano in un quadro clinico chiaro e per i quali è verosimile pensare che ci sia un collegamento con l’infezione da Covid-19”, prosegue Fabbrocini. “Tali pazienti ad oggi non vengono sottoposti a tampone e a test sierologici in quanto non rientrano nella sintomatologia standard per la quale è prevista tale indagine diagnostica.”

Le lesioni cutanee, correttamente analizzate e diagnosticate, possono rappresentare a tutti gli effetti un campanello d’allarme in pazienti con scarsi sintomi respiratori ma già affetti dall’infezione, permettendo così di identificare e limitare eventuali nuovi focolai di infezione. Il dermatologo può essere a tutti gli effetti un medico sentinella nella task force sanitaria della Fase 2.

In un articolo pubblicato su clicMedicina lo scorso 11 aprile, proprio in piena epidemia, la dott.ssa Anna Graziella Burroni, dermatologa genovese e Presidente SIDEP, Società Italiana Dermatologia Psicosomatica, aveva affrontato proprio il tema della possibile correlazione tra lesioni cutanee e infezione da coronavirus. “C’è stata poi – riportava Burroni – una ricerca di manifestazioni cutanee associate a coronavirus. Un recentissimo lavoro, pubblicato da colleghi di Lecco (Cutaneous Manifestations in COVID-19: a First Perspective; S. Recalcati; Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, 26 March 2020) ha indagato 148 pazienti Covid-19 positivi: 18 pazienti (20,4%) hanno sviluppato manifestazioni cutanee; 8 pazienti hanno sviluppato un coinvolgimento cutaneo all’esordio; 10 pazienti dopo il ricovero. Le manifestazioni cutanee sono state eruzione cutanea eritematosa (14 pazienti); orticaria diffusa (3 pazienti) e vescicole simili alla varicella (1 paziente). Il tronco era la principale regione coinvolta. Il prurito era basso o assente e di solito le lesioni guarivano in pochi giorni. Apparentemente non c’era alcuna correlazione con la gravità della malattia. Analizzando questi dati, possiamo ipotizzare che le manifestazioni cutanee siano simili al coinvolgimento cutaneo che si verifica durante le comuni infezioni virali.”