Gavi, Oms, Unicef: “Al via in Camerun la campagna di vaccinazione contro la malaria. A lavoro per estenderla a tutta l’Africa”

In seguito al successo del progetto pilota, i primi vaccini contro la malaria raccomandati dall’Oms saranno somministrati attraverso un programma di immunizzazione di routine in tutta l’Africa, a partire dal Camerun, ieri, lunedì 22 gennaio 2024. La malaria rappresenta una delle principali minacce sanitarie globali, con circa 247milioni di casi e 619mila decessi a livello globale nel 2021, registrati quasi tutti in Africa. Nel Continente, la malattia costituisce una delle principali cause di morte tra i bambini, con mezzo milione di minori di età inferiore ai 5 anni che muoiono ogni anno.

Il vaccino RTS,S – sviluppato da GSK in collaborazione con PATH Malaria Vaccine Initiative – è stato testato attraverso rigorosi studi clinici e ha dimostrato di essere sicuro ed efficace nei bambini, compresi quelli affetti da HIV e, in generale, da malnutrizione. Dal 2019, quasi 2milioni di bambini a rischio sono stati vaccinati contro la malaria in Ghana, Kenya e Malawi, grazie a un programma sperimentale. L’implementazione del vaccino contro la malaria RTS,S ha comportato un calo sostanziale dei ricoveri gravi per malaria e un calo delle morti infantili pari al -13%. Il dato è relativo alla mortalità per tutte le cause, non solo per malaria, derivante dall’uso del vaccino.

L’Oms raccomanda quindi che RTS,S venga somministrato ai bambini a partire dall’età di 5 mesi, secondo uno schema di 4 dosi (i programmi di vaccinazione possono scegliere di somministrare la prima dose a un’età successiva o leggermente precedente, in base a considerazioni operative). Se i bambini si trovano in una zona ad alto rischio, può essere somministrata loro anche una quinta dose all’anno.

Nel luglio 2023, 18milioni di dosi di RTS,S disponibili per il periodo 2023-2025 sono state assegnate a 12 Paesi, dando priorità alle aree di maggior bisogno, nelle quali il rischio di malaria e di morte tra i bambini è più alto. Man mano che l’offerta sarà maggiore, ne sarà ampliata l’introduzione per soddisfare pienamente le esigenze di sanità pubblica. Gavi, Oms, Unicef e i partner – si legge in una nota – stanno lavorando con i Paesi che hanno espresso interesse verso la collaborazione.