Fumo e rischio artrite reumatoide

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L’artrite reumatoide è provocata da un’attivazione anomala del sistema immunitario contro la membrana sinoviale (la membrana che riveste le articolazioni). Sebbene la causa di questa malattia sia ancora sconosciuta, è noto che la concomitanza di diversi fattori – ambientali, genetici, ormonali e infettivi – ne favorisce lo sviluppo attraverso complessi meccanismi. Il fumo di sigaretta rappresenta certamente il fattore di rischio ambientale più noto per l’insorgenza di questa malattia sieropositiva per gli anticorpi anti-proteine/peptidi citrullinati (ACPA). Attraverso uno studio, alcuni ricercatori hanno cercato di comprendere se il fumo di sigaretta possa essere implicato nell’insorgenza del danno strutturale tipico della malattia e se questa eventuale associazione possa essere conseguenza di un effetto diretto del fumo o possa invece essere mediata dagli ACPA. Gli studiosi hanno analizzato 9.412 radiografie di mani e piedi di 3.158 pazienti distribuiti in Olanda e Islanda, due ciascuna in Svezia e USA) al fine di poter sintetizzare i dati in una metanalisi, ovvero in un’analisi congiunta di più dati. L’abitudine al fumo è stata indagata mediante questionario solo all’esordio della malattia e non negli anni successivi, scelta consapevole nel tentativo di disporre di quadri radiografici che rispecchiassero meglio la storia naturale della malattia. Lo studio ha evidenziato che i fumatori avevano una malattia più severa, ma l’aggiustamento in base alla presenza o meno degli ACPA ha consentito di dimostrare che tali anticorpi erano necessari per mediare il danno indotto dal fumo. “Poiché gli ACPA si formano nella fase preclinica dell’AR e gli effetti del fumo sono mediati da questi autoanticorpi – concludono gli autori – è possibile speculare che fattori ambientali preclinici possano influenzare la prognosi della malattia nel lungo termine.”

Sintomi dell’artrite sono i segni dell’infiammazione delle articolazioni, che diventano arrossate, gonfie e dolenti, con incapacità a utilizzarle. A livello delle mani le sedi più colpite dall’artrite sono le articolazioni metacarpofalangee e interfalangee prossimali e i polsi. Oltre alle articolazioni, l’artrite può colpire anche i tendini circostanti causando deformità alle dita delle mani. Il paziente, inoltre, può riferire sintomi non articolari tra cui stanchezza, malessere generale, perdita di peso, indolenzimento muscolare, febbre, secchezza degli occhi e della bocca.