Il fumo degli incendi può danneggiare anche la pelle

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Un nuovo studio suggerisce che i pericoli derivanti dal fumo degli incendi boschivi possono anche estendersi alla pelle. Dunque non solo disturbi respiratori e cardiovascolari. Il tutto è iniziato nel 2018, quando il fumo dell’incendio Camp Fire ha soffocato la San Francisco Bay Area. Ebbene, in quella occasione gli ospedali della città hanno visto un aumento significativo del numero di pazienti con eczema e prurito generale. Le ricerche esistenti sull’inquinamento atmosferico e gli esiti di salute si sono fino a oggi concentrati principalmente sulla salute cardiaca e respiratoria, tralasciando un eventuale nesso con la salute della pelle. L’inquinamento atmosferico causato dagli incendi è composto da particolato fine (PM 2.5), idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e gas. Questi inquinanti spesso contengono composti chimici che agiscono come chiavi, permettendo loro di scivolare oltre la barriera esterna della pelle e penetrare nelle cellule, dove possono interrompere la trascrizione genica, innescare lo stress ossidativo o causare infiammazione.

Per valutare i danni sulla pelle, i ricercatori hanno studiato i dati di oltre 8mila visite alle cliniche dermatologiche da parte di adulti e bambini a ottobre 2015, 2016 e 2018 e a febbraio dell’anno successivo, scoprendo che durante il Camp Fire le visite in clinica per dermatite atopica e prurito generale sono aumentate significativamente sia nei pazienti adulti che in quelli pediatrici. Circa il 90% dei pazienti che avevano prurito durante il periodo del Camp Fire non aveva una diagnosi nota di dermatite atopica. Secondo gli esperti, questo suggerisce che anche le persone con pelle normale hanno sperimentato l’irritazione o l’assorbimento di tossine in un periodo di tempo molto breve. Lo studio è stato pubblicato su Jama Dermatology.