Fumo, alcol e cattiva alimentazione. Così aumentano i disturbi sessuali

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Più di un terzo delle donne insoddisfatte: i risultati di una ricerca Assai presentati al congresso nazionale in corso a Roma.

Tre italiani su dieci consumano alcolici, fumano, mangiano male, sono sedentari. Il risultato? Più disturbi sessuali dopo i 50 anni e rischio maggiore di tumore alla prostata. Questi comportamenti, infatti, sono causa spesso di infezioni croniche della prostata, rappresentando un potenziale rischio di tumore, come dimostrano molti dati della letteratura. Sono i risultati di una ricerca condotta dall’Associazione Andrologi Italiani ASSAI, presentata al IV congresso nazionale in corso a Roma. La ricerca ha interessato 4000 soggetti maschi e 1440 donne, dai 14 ai 68 anni. Tutti hanno compilato un questionario presso ambulatori di medicina generale o ambulatori multi specialistici della penisola.

“Scopo della ricerca – dice il prof. Aldo Franco De Rose, presidente Assai – è stato quello di capire quali siano realmente i fattori di rischio e quando iniziano a produrre quei danni che poi saranno alla base dei disturbi sessuali maschili, rappresentando anche un serio pericolo per il tumore maschile più frequente, quello alla prostata”. E cosi è stato osservato che già dai 14 ai 30 anni il 15% dei giovani fuma, il 6,5% assume alcolici, il 6% ha avuto una malattia sessualmente trasmissibile, mentre il 5% ha avuto la prostatite.In questa fascia di età poco rappresentati i disturbi sessuali, attestandosi per il deficit erettile a 1,7% e per l’eiaculazione precoce allo 0,4%. Ben superiori sono invece le patologie tipiche di questa fascia di età: varicocele 22%, formazioni testicolari 18% (cisti e tumori), fimosi 12%. “L’incidenza del tumore testicolare – precisa il prof. De Rose – non deve sorprendere in quanto, in questa fascia di età, il tumore dei testicoli è la neoplasia più frequente rispetto a tutti gli altri tumori. E oggi risultano in aumento soprattutto per l’utilizzo degli estrogeni presenti soprattutto nelle carni ma anche nel latte. Per fortuna si guarisce di più grazie ai progressi in campo chirurgico ma anche oncologico e radioterapico.”

Dopo i 51 anni aumentano in modo significativo le malattie sessualmente trasmesse (17%), le infiammazioni del pene (28%) dovute anche a malattie sistemiche come il diabete, ma anche le infiammazioni della prostata (prostatiti, 25%). Ma un vero problema è il sovrappeso che raggiunge il 24%. “Le infiammazioni della prostata – prosegue De Rose – oggi rappresentano un vero fattore di rischio per il tumore della prostata. Infatti lo stimolo irritativo dell’infiammazione cronica e la presenza dell’ipercolesterolemia sono due parametri spesso riscontrati in chi presenta il tumore della prostata. Naturalmente, con la presenza di questi fattori dismetabolici, con il fumo, l’alcol, ricevono un’impennata anche i disturbi sessuali, come il deficit erettivo che raggiunge il 18%. Contrariamente a tutte gli studi precedenti però solo il 9% ha lamentato eiaculazione precoce, ben lontano da quel fatidico 20%, per tanto tempo enfatizzato e ora accantonato perché, quasi sicuramente, molto meno presente di quanto si sia voluto dimostrare.”

ATTIVITÀ SESSUALE E INSODDISFAZIONE DELLA DONNA

Da giovane prevalgono disturbi delle mestruazioni con il 7%, sovrappeso 18%, malattie sessualmente trasmesse 11%, fumo 12%, e alcolici 11%. Riguardo alla sessualità, sembra che la vera insoddisfatta sia la donna: la sua insoddisfazione sessuale inizia dai 20-30 anni e sembra progredire inesorabilmente. L’insoddisfazione sessuale inizia infatti con l’8% per quasi triplicarsi da 31 fino a 50 anni, per arrivare al 36% dopo i 51 anni. In pratica più di un terzo delle donne si dichiara insoddisfatta.