Al Forum Risk Management 2025, il punto sull’Hiv: “Fondamentale resta la prevenzione”

L’Hiv è una patologia cronica e con un’incidenza in crescita. “Il virus non è scomparso”, dichiara Barbara Suligoi, direttrice del Centro Operativo Aids dell’Iss, intervenendo al Forum Risk Management in Sanità 2025, in corso ad Arezzo, prendendo parte alla tavola rotonda Nuove Strategie per un Futuro Senza Hiv. “Nel 2024 in Italia sono state contate quasi 2.500 nuove diagnosi e i casi dal 2020 hanno ricominciato ad aumentare. L’Hiv circola soprattutto nella fascia di età 25-40 anni, anche se in percentuale l’aumento maggiore è stato registrato sugli over50. La sfida, dunque, sta nella prevenzione che resta la nostra ‘arma chiave’”, ribadisce, ponendo l’accento su profilassi pre-esposizione PrEP e sull’uso del preservativo.

Alla sessione ha preso parte anche Paolo Sciattella, del Centro Studi Economici e Internazionali dell’Università di Tor Vergata di Roma, che ha analizzato il cosiddetto cost of illness, che per una persona affetta da Hiv ammonta a 6.800 euro l’anno, tra costi sanitari diretti e indiretti. “Ovvero, 1,1miliardi, se il costo medio è applicato a tutta la popolazione prevalente con Hiv, stimata attorno ai 160mila soggetti.” Analizzati anche i benefici derivanti dalla PrEP: “Abbiamo considerato una coorte di uomini che fanno sesso con uomini, quella cioè con un’incidenza maggiore di Hiv rispetto alla popolazione in generale”, spiega ancora. “L’analisi ha simulato 1.000 soggetti trattati con profilassi pre-esposizione e 1.000 non sottoposti a questa prevenzione; abbiamo visto che in 5 anni la profilassi potrebbe comportare una riduzione dell’87% dei casi di infezione da Hiv, che, sui 1.000 soggetti in questione, corrisponderebbe a un risparmio di 2milioni. Eviteremmo, in pratica, il 66% di costi.” Lo stesso modello a 20 anni stima poi sulla stessa platea “una riduzione dei costi di oltre 26milioni. Ogni caso evitato di Hiv corrisponde a un saving di 52mila euro circa solo di risorse sanitarie.”