Fondazione Gimbe: nell’ultima settimana peggiora la situazione pandemica in Italia

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“Incremento dei nuovi casi e risalita delle curve di ricoveri con sintomi e terapie intensive, entrambe sopra soglia di saturazione in metà delle regioni. Salgono ancora i decessi.” Questa la rilevazione effettuata da Fondazione GIMBE esito dell’osservazione dei dati della pandemia registrati in Italia nel periodo compreso tra il 6 al 12 gennaio. In particolare, rispetto alla settimana precedente, i nuovi casi sono passati da 114.132 a 121.644 (+6,6%), a fronte di un lieve calo del rapporto positivi/casi testati (29,5% contro 30,4%). I casi attualmente positivi sono stati 570.040 rispetto ai 569.161 precedenti. Sul fronte ospedaliero, lieve risalita dei ricoverati con sintomi (23.712 contro 23.395; +3,4%) e delle terapie intensive, 2.636 rispetto a 2.569 (+2,6%). In aumento i decessi, 3.490 contro i 3.300 della settimana precedente (+5,8%).

“In 10 Regioni l’occupazione da parte di pazienti Covid supera la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensiva”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe. “A quasi 1 anno dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese, non possiamo più permetterci di inseguire affannosamente il virus.” I ricercatori identificano inoltre i 5 parametri sostanziali in grado di condizionare l’andamento della pandemia, ovvero:

  • La circolazione del virus;
  • L’impatto sulle strutture e i servizi sanitari (prognosi, riduzione dell’assistenza ai pazienti non Covid, etc.);
  • Aderenza della popolazione alle misure individuali anti-contagio;
  • Copertura vaccinale;
  • L’obiettivo strategico di contrasto alla pandemia (eliminazione, soppressione, mitigazione).