
Aggiornare uno scenario in continua evoluzione e migliorare la conoscenza, l’accesso e la gestione dei trattamenti, con uno sguardo alle esperienze cliniche maturate, ai successi dei pazienti trattati e ai futuri ambiti di applicazione: arriva a Firenze CAR-T - Il Futuro È Già Qui, campagna itinerante e online promossa dall’Associazione Italiana Contro Leucemie, Linfomi e Mieloma AIL. Dopo oltre 6 anni dall’arrivo in Italia della prima terapia genica, le CAR-T sono una realtà nella pratica clinica. Crescono i successi nel trattamento di alcune patologie onco-ematologiche: molte centinaia i pazienti con tumori del sangue trattati, in gran parte aggressivi; più di 40 i Centri accreditati per la somministrazione. Aumenta il numero delle CAR-T autorizzate in Oncologia e Onco-Ematologia, mentre a livello nazionale e internazionale la ricerca scientifica studia nuovi e difficili bersagli da colpire. Le CAR-T rappresentano la grande rivoluzione che sta cambiando gli scenari terapeutici nella lotta contro i tumori del sangue, e non solo. Il bilancio di 12 anni di studi è eccezionale e la ricerca va sempre più veloce: in Italia sono 5 le CAR-T approvate sulle 6 disponibili in Europa, e con indicazioni in aumento nell’adulto e nel bambino. In Italia fino ad oggi sono stati trattati tra i 1.500 e i 1.800 pazienti: molti, considerando che la prima somministrazione risale al 2019 e che per un lungo periodo solo un Centro (l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) è stato autorizzato a effettuare questi trattamenti; attualmente i Centri abilitati sul territorio nazionale sono circa 44. Sta maturando anche l’esperienza nell’utilizzo e nella gestione delle terapie CAR-T, e si accumulano evidenze e dati clinici molto incoraggianti nei linfomi grazie all’aumentata esperienza e all’allargamento delle indicazioni.
“Le cellule CAR-T rientrano nella categoria delle terapie avanzate: si tratta di terapie mirate, specifiche per un preciso recettore e altamente personalizzate”, dichiara Alessandro Maria Vannucchi, professore di Ematologia, direttore SOD Ematologia, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’AOU di Careggi, Università degli Studi di Firenze, presidente della Società Italiana di Ematologia Sperimentale SIES. “Il termine CAR-T indica una immunoterapia che utilizza i linfociti T, una sottopopolazione di globuli bianchi che difendono dalle infezioni e dai tumori il nostro organismo, ma che nei pazienti con malattie del sangue non sono in grado di svolgere adeguatamente l’azione di difesa contro le cellule tumorali. I linfociti T prelevati dal paziente vengono successivamente ingegnerizzati, ossia modificati geneticamente attraverso una procedura che porta alla costruzione del cosiddetto CAR, un recettore chimerico in grado di riconoscere il bersaglio espresso sulla superficie delle cellule tumorali. A questo punto i linfociti T ingegnerizzati vengono reinfusi nello stesso paziente e sono in grado di riconoscere il bersaglio da eliminare. Le terapie CAR-T attualmente rimborsate in Italia vengono utilizzate per alcune leucemie, come la leucemia linfoblastica acuta, per alcuni linfomi aggressivi quali il linfoma a grandi cellule B, il linfoma mantellare e il linfoma follicolare e di recente nel mieloma multiplo. Le indicazioni sono diverse a seconda dello stadio di malattia, delle linee di trattamento effettuate in precedenza, dell’età e della fitness del paziente.”















