Ferro e vitamina D. L’opinione del prof. Marcello Giovannini

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“Ferro e Vitamina D rientrano tra le carenze nutrizionali più diffuse tra i bambini europei sani, e meritano la dovuta attenzione. Una dieta bilanciata e una moderata esposizione al sole sono raccomandate per ridurre il rischio di carenza, ma non sempre è facile metterle in pratica. Nella delicata finestra dei primi 1000 giorni di vita, infatti, le richieste di Ferro e di Vitamina D possono essere davvero difficili da assicurare. È proprio in questa fase della vita che un’alimentazione adeguata è fondamentale; la scelta e il ruolo del latte può influire non solo sulla crescita, ma anche sul benessere futuro dell’individuo”, spiega Marcello Giovannini, Professore emerito di Pediatria dell’Università degli Studi di Milano e Fondatore della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica. “Il latte vaccino, che ha un contenuto di proteine triplo rispetto al latte materno ed è povero di Ferro, è il meno indicato per i lattanti e non deve essere dato prima dei 12 mesi. Un atteggiamento ancora più prudente suggerisce di rimandarne l’introduzione dopo i 24-36 mesi. L’utilizzo di una formula fortificata può dunque rappresentare una strategia efficace per prevenire il rischio di carenza di Ferro e di Vitamina D tra i bambini europei.”

Non bisogna considerare quindi il bambino come un piccolo adulto, perché necessita di nutrienti specifici adatti a un periodo critico di crescita e sviluppo. Tra questi, il Ferro e la Vitamina D si dimostrano di primaria importanza per la buona salute delle facoltà neurocognitive, del sistema immunitario e dello sviluppo osseo. “Il rischio di aumentare la probabilità di incidenza del rachitismo e di problemi del sistema immunitario a causa dello scarso apporto di Vitamina D e di ritardi cognitivi e anemia per carenza di Ferro rappresenta la conseguenza di un’alimentazione non bilanciata nell’infanzia”, conclude Giovannini.

Il latte di crescita può essere considerato quindi una valida opzione, dopo l’allattamento materno, nel regime alimentare dei bambini da uno a tre anni, per contribuire a mantenere lo status del Ferro e migliorare quello della Vitamina D. Il latte di crescita, infatti, rappresenta un valido aiuto a disposizione dei pediatri e quindi dei genitori che intendono con attenzione operare scelte nutrizionali consapevoli e su misura per la dieta del proprio bambino.