Femminicidio: un altro aspetto della sessualità deviata e deficitaria

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Certamente non sarà la causa principale, ma certamente contribuisce anche alla violenza sulle donne, e quindi al femminicidio. Stiamo parlando dell’impotenza sessuale maschile. Anche di questo si è discusso al congresso nazionale dell’Associazione Andrologi Italiani, svoltosi nei giorni scorsi a Roma. Recentemente, parlando di violenza sulle donne, Dario Fo, a Bologna, nel corso della manifestazione “Ciao Franca”, nell’ambito del Festival La Violenza Illustrata e della Giornata Contro La Violenza sulle Donne, ha espresso una sua riflessione sulla genesi delle azioni violente contro le donne. Fo ha detto: “La violenza è determinata dall’impotenza, tutti gli studiosi seri lo indicano. Un uomo del tutto normale, che si sente sereno con se stesso, che ama la natura e tutto ciò che ci porta, compresa naturalmente l’essenza delle donne, è ben felice che ci sia un equilibrio. Quando invece si sente oppresso, ha paura e si sente minore rispetto a qualcosa che ’gli appartiene’ e che non riesce a conquistare perché non ha i mezzi adatti, sia intellettuali, sia a volta anche fisici, cioè il denaro o il livello sociale, ecco che arriva a fare violenza; questa è una costante”.
Pur senza voler generalizzare, Fo ha senz’altro centrato uno dei punti chiave che talvolta sono alla base dei comportamenti violenti: l’impotenza coeundi. La disfunzione sessuale è solo l’ultima espressione di un dramma molto più profondo che nessuna terapia né comportamentale né farmacologica possono davvero risolvere. Se alla problematica sessuale si affiancano altri disturbi del comportamento, allora il mix può divenire esplosivo e precipitare verso la violenza più buia.

Riconoscere i segni “premonitori” di un comportamento violento, insieme alla forza di denunciare alle autorità i comportamenti aggressivi, sono gli unici presidi oggi a disposizione per tentare di praticare una sorta di “prevenzione”. Chi meglio di un andrologo e/o un sessuologo conosce i segreti più profondi di uomini che hanno disturbi della sfera sessuale? Chi meglio di un professionista opportunamente formato, può essere in grado di riconoscere il paziente che ha quel quid in più che può trasformare un disagio in una reazione aggressiva? In quest’ottica è in corso di attuazione un protocollo di studi, nato dalla collaborazione dei professionisti dall’ASSAI con la nota criminologa dott.ssa Roberta Bruzzone, atto a preparare i professionisti a conoscere e quindi individuare quei soggetti a rischio di diventare violenti. Solo con una diagnosi precoce sarà possibile attuare una attività di prevenzione e monitoraggio dell’excursus di violenza che riempie le cronache odierne.