Farmaci biologici e Car-T nella cura delle leucemie acute

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La leucemia acuta è una neoplasia che colpisce le cellule contenute nel midollo osseo, che invece di trasformarsi in cellule del sangue occupano progressivamente il midollo osseo bloccandone la funzionalità. La leucemia linfoblastica acuta è il tumore più frequente nell’età pediatrica e colpisce in Italia circa 600 persone all’anno, mentre i casi di leucemia mieloide sono più di 4.500. Le leucemie acute costituiscono l’ultimo gruppo di patologie neoplastiche del sangue che hanno iniziato a beneficiare dell’introduzione nella terapia dei farmaci biologici. Per la leucemia linfoide, invece, vengono impiegate le immunoterapie. Queste sono terapie basate su anticorpi monoclonali recentemente modificati rispetto a quelli già utilizzati in passato in modo da aumentarne l’efficienza. “Numerosi studi sono stati presentati sulle tecniche di immunoterapia attiva che utilizza linfociti del paziente che sono modificati nella loro specificità antigenica e in grado di riconoscere antigeni espressi sulle cellule leucemiche (CAR-T)”, afferma il prof. Fabrizio Pane, ematologo ordinario dell’Università Federico II di Napoli e Direttore U.O. Ematologia e Trapianti di Midollo Azienda Ospedaliero Universitaria Federico II di Napoli. “Hanno un’efficacia molto elevata anche in malati plurirefrattari a tutte le altre terapie; l’aspettativa di sopravvivenza con terapia intensiva e anticorpi monoclonali è superiore al 50%.”