
Preservare la vista è fondamentale per la qualità di vita delle persone con maculopatie. Oggi si aprono nuove prospettive di trattamento per chi convive con l’occlusione venosa retinica RVO. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti approvato la rimborsabilità a carico del Ssn di faricimab per il trattamento dell’RVO, sia di branca sia centrale. L’occlusione venosa retinica rappresenta la seconda causa più comune di perdita della vista dovuta a malattie vascolari retiniche, con circa 28milioni di persone colpite a livello globale. Con questa decisione, in Italia diventa accessibile una nuova opzione terapeutica capace di ridurre il carico di trattamento e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
“L'occlusione venosa retinica è una patologia grave e invalidante e l'approvazione di faricimab per questa indicazione segna un passo importante nella gestione di questa patologia”, dichiara Laura Bianchino, medical unit leader Ophthalmology di Roche. L’estensione dell’indicazione del farmaco per il trattamento della compromissione visiva causata da edema maculare secondario a occlusione venosa retinica RVO si basa sui dati di efficacia e sicurezza di 2 studi clinici internazionali di fase III (Balaton e Comino), che hanno evidenziato miglioramenti precoci e duraturi dell’acuità visiva e un riassorbimento significativo dei fluidi retinici, con la possibilità per molti pazienti di estendere gli intervalli di trattamento fino a 4 mesi.
“L’occlusione venosa retinica, soprattutto nella forma centrale, è una patologia invalidante che colpisce prevalentemente persone over50 e spesso si accompagna ad altre condizioni cardiovascolari”, spiega il prof. Francesco Viola, direttore Struttura Complessa Oculistica della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dell’Università degli Studi di Milano. “Con faricimab riusciamo a mantenere i benefici del trattamento anche con intervalli di somministrazione prolungati. Questo significa meno accessi ospedalieri e una maggiore aderenza alla terapia, oggi più che mai un fattore determinante per preservare la vista.”
Faricimab è il primo e unico anticorpo bispecifico approvato per uso oculare, studiato per colpire e inibire 2 vie di segnalazione connesse a varie patologie retiniche che minacciano la vista; agisce neutralizzando sia l’angiopoietina-2 Ang-2 sia il fattore di crescita endoteliale vascolare A VEGF-A per ripristinare la stabilità vascolare.
















