
Resi noti i risultati completi dello studio di fase IV Resolution. Si tratta di uno studio randomizzato, controllato con placebo, volto a valutare l’efficacia di eptinezumab in pazienti affetti da emicrania cronica e cefalea da uso eccessivo di farmaci (medication-overuse headache, MOH) che hanno ricevuto anche un intervento educativo breve standardizzato. Lo studio è stato presentato in occasione dell’XI Congresso dell’European Academy of Neurology, recentemente svoltosi a Helsinki. I pazienti affetti da emicrania cronica e cefalea da uso eccessivo di farmaci rappresentano un sottogruppo specifico della popolazione dei pazienti emicranici che sono severamente impattati dalla malattia. Questi pazienti subiscono un ciclo di peggioramento dell’emicrania, in cui l’incremento dell’utilizzo di farmaci sintomatici ne riduce l’efficacia aggravando il carico della malattia. Questa popolazione di pazienti è spesso difficile da trattare, a causa della complessità della patologia. “L’educazione del paziente è spesso impiegata come strategia terapeutica per i pazienti affetti da emicrania cronica e cefalea da uso eccessivo di farmaci, mentre i trattamenti preventivi anti-CGRP sono riservati alle fasi successive”, dichiara il dott. Rigmor Højland Jensen, professore associato presso l’Università di Copenaghen, direttore del Danish Headache Center e sperimentatore principale dello studio Resolution. “Lo studio Resolution dimostra per la prima volta che l’aggiunta di un trattamento anti-CGRP in fase precoce insieme all’educazione dei pazienti sulla cefalea da uso eccessivo di farmaci può fornire una prevenzione significativa e rapida dell’emicrania. Questa è una buona notizia per i pazienti severamente impattati dall’emicrania complicata dall’uso eccessivo di farmaci.”
Nello studio Resolution (n = 608), eptinezumab ha raggiunto sia gli endpoint primari che secondari, mostrando riduzioni significativamente maggiori del numero di giorni mensili di emicrania (MMD) nelle settimane da 1 a 4 con eptinezumab rispetto al placebo. Su una media di 21 giorni, la variazione dal basale degli MMD è stata di -6,9 giorni con eptinezumab rispetto a -3,7 giorni con il placebo (p<0,0001). I pazienti trattati con eptinezumab e con un intervento educativo standardizzato hanno inoltre ridotto di oltre la metà l’utilizzo di farmaci sintomatici: la variazione rispetto al basale del numero di giorni mensili in cui i pazienti hanno fatto ricorso a un trattamento sintomatico per l’emicrania è stata di -11,2 con eptinezumab, rispetto a -7,8 giorni con il placebo (nelle settimane da 1 a 12, p<0,0001; i giorni di utilizzo di sintomatici al basale erano 20,1 per eptinezumab e 20,1 per il placebo). Ѐ stata inoltre osservata una riduzione della severità del dolore giornaliero nei pazienti con eptinezumab, già dalla seconda settimana di trattamento: la variazione rispetto al basale del punteggio di valutazione dell’intensità del dolore giornaliero con eptinezumab è stata di -0,6 rispetto a -0,3 col placebo (p<0,0001).
“Lo studio Resolution fornisce ulteriori evidenze a supporto di eptinezumab come opzione terapeutica efficace per i pazienti gravemente impattati dall’emicrania”, afferma Johan Luthman, evp e responsabile Ricerca e Sviluppo di Lundbeck. “Abbiamo riscontrato notevoli benefici con eptinezumab, anche in aggiunta all’educazione del paziente. Questi risultati evidenziano l’impegno di Lundbeck nell’alzare l’asticella delle aspettative del trattamento dell’emicrania, garantendo che anche i pazienti maggiormente difficult-to-treat abbiano accesso a soluzioni efficaci.”















