Epilessia. “Dopo i 75 anni, è la terza patologia neurologica più comune. I consigli su come comportarsi in caso di crisi”

Da alcuni decenni è noto come l’incidenza dell’epilessia raggiunga il proprio picco massimo dopo i 75 anni, con stime di 180 nuovi casi l’anno ogni 100mila persone; a differenza di quanto comunemente si creda, ricorda la Lega Italiana Contro l’Epilessia LICE, è dunque frequente nei bambini ma ancor di più negli anziani e, considerando l’invecchiamento della popolazione mondiale, è atteso un aumento significativo delle persone con epilessia nella terza età. Rispetto alle epilessie infantili, una causa genetica è più rara nelle forme tardive. Tuttavia, alcune circostanze – tra cui la privazione di sonno e il ricorso ad alcuni farmaci di uso comune, come certe categorie di antibiotici – possono evocare una predisposizione prima silente e provocare la prima comparsa in tarda età di crisi più tipiche delle epilessie giovanili.

CAUSE DELL’EPILESSIA TARDIVA

Spesso – ricorda la LICE – le epilessie a esordio tardivo sono caratterizzate da crisi focali, riconducibili senza equivoci a danni cerebrali causati da malattie cerebrovascolari, infettive, tumorali, degenerative (la malattia di Alzheimer in particolare), che di per sé sono frequenti in età avanzata. Tuttavia, il 25-50% delle epilessie dell’anziano rimane da causa sconosciuta, e frequentemente in questi casi le crisi si presentano in persone che godono di buona salute al di fuori delle crisi stesse. In questi casi, le crisi più comuni sono quelle focali, caratterizzate da una breve alterazione del contatto con l’ambiente e della consapevolezza, comportamenti rallentati o inappropriati, disturbi del linguaggio; altre manifestazioni comuni sono rappresentate da episodi con “convulsioni” durante il sonno.

La mancanza di rilievi significativi ai comuni accertamenti diagnostici neurologici e il declino generale dell’efficienza cui va incontro una persona anziana se le crisi sono frequenti (fino a quadri di “pseudo-demenza”) possono portare ad attribuire erroneamente una genesi cardiovascolare, cerebrovascolare o neurodegenerativa a queste condizioni. Una diagnosi corretta e un trattamento adeguato condotti tempestivamente sono quindi particolarmente importanti – ribadisce la LICE – tanto più che gli anziani con epilessie focali da causa sconosciuta hanno una probabilità particolarmente elevata di rispondere in pieno a dosi modeste dei farmaci appropriati.

“Se da un lato le persone anziane con epilessia hanno più probabilità di beneficiare dei Farmaci Anticrisi, è anche vero che gli anziani sono in generale più sensibili agli effetti collaterali dei farmaci, ed i Farmaci Anticrisi spesso devono essere combinati con altri che spesso devono essere assunti per altre patologie concomitanti”, dichiara Carlo Andrea Galimberti, presidente LICE e responsabile del Centro per lo Studio e la Cura dell’Epilessia dell’IRCCS Fondazione Mondino, Pavia. “Fortunatamente tra i farmaci di nuova generazione ve ne sono alcuni che sono risultati particolarmente efficaci nel controllo delle crisi e ben tollerati: ridotti o nulli effetti sedativi o effetti avversi sulle prestazioni motorie e cognitive e un ridotto potenziale di interazione con altri farmaci sono le caratteristiche da privilegiare nella scelta di un farmaco anticrisi adatto alle persone in età avanzata. Gli anziani ancor più delle altre persone con epilessia possono avvantaggiarsi dell’introduzione prudente del trattamento, con basse dosi almeno inizialmente.”

I CONSIGLI LICE IN CASO DI CRISI EPILETTICA

Alcuni comportamenti da applicare se le crisi sono “convulsive”:

  • “Riparare il capo da traumi provocati dai movimenti ‘convulsivi’ (ad esempio ponendo qualcosa di morbido sotto la testa se la persona è a terra o coricata, togliendo eventuali occhiali, etc.);
  • Slacciare gli indumenti che possano ostacolare il flusso nelle vie aeree;
  • Non tentare di aprire la bocca per impedire il morso della lingua o evitarne il ‘rovesciamento’;
  • Non tentare di aprire forzatamente la bocca o di inserirvi le dita (si possono riportare morsicature importanti) o oggetti;
  • Non bloccare braccia e gambe agitate dalle convulsioni;
  • Non tentare di somministrare acqua, farmaci o cibo;
  • Terminate le convulsioni (che generalmente non durano più di 2 minuti) è utile porre il paziente su un fianco, per favorire la fuoriuscita di saliva, eventuale vomito o altro che possa rendere difficoltosa la respirazione.”

“Alcuni interventi talvolta condotti dalle persone presenti alla crisi, oltre che inutili, possono essere dannosi per la persona con la crisi, e anche per il soccorritore”, sottolinea ancora la LICE. “È tuttavia importante ricordare [...] che le crisi epilettiche sono di diverso tipo e non sempre si manifestano in modo così eclatante.”

“Negli anziani l’incidenza delle crisi è proporzionalmente superiore a quella attesa nell’infanzia”, afferma Laura Tassi, neurologa del Centro Chirurgia dell’Epilessia dell’Ospedale Niguarda e past president LICE. “Un esordio di epilessia sopra i 60 anni è un’evenienza comune, un poco più frequente nel sesso maschile. Le crisi epilettiche sono il disturbo neurologico più frequente nell’anziano dopo le malattie cerebrovascolari e le demenze.”