Epatite B: riduzione del carcinoma epatico nei pazienti trattati con TAF

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I nuovi dati su tenofovir alafenamide 25mg (TAF), i quali continuano a supportare un profilo di sicurezza migliorato rispetto a tenofovir disoproxil fumarato (TDF) nei pazienti con infezione cronica da Epatite B (HBV), sono stati presentati al Liver Meeting 2019, appena conclusosi a Boston. L’infezione cronica da HBV è un importante fattore di rischio a livello globale per lo sviluppo del carcinoma epatocellulare (HCC, hepatocellular carcinoma). L’impatto del trattamento dell’HBV sull’incidenza di HCC è stato valutato in un’analisi a lungo termine di due studi di fase III condotti con TAF, in cui 1.632 pazienti con HBV sono stati randomizzati a ricevere TAF o TDF una volta al giorno. Durante un follow-up di 3 o 5 anni, a seconda della coorte, è stato osservato HCC in 21 pazienti (1,0% nel braccio TAF; 1,9% nel braccio TDF), con un tempo mediano all’insorgenza di 104 settimane. L’incidenza di HCC osservata in questo studio è stata significativamente inferiore all’incidenza prevista usando il modello REACH-B, in particolare per i pazienti senza cirrosi. “L’infezione cronica da virus dell’epatite B può provocare un aumento del rischio di sviluppare danno epatico grave e potenzialmente fatale”, dichiara Young-Suk Lim, MD, PhD, principale autore dello studio e professore presso il Dipartimento di Gastroenterologia del Liver Center, Asan Medical Center, University of Ulsan College of Medicine, Seul, Corea del Sud. “Questa analisi suggerisce che la sostenuta soppressione virale prodotta dal trattamento con TAF possa ridurre il rischio di carcinoma epatocellulare nei pazienti con epatite B cronica, che è il tipo più comune di carcinoma epatico nell’adulto.”