Enuresi infantile

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L’enuresi è un disturbo che interessa molti bambini. Pur essendo il disturbo cronico più diffuso fra i bambini dopo le allergie, l’enuresi notturna non viene ancora affrontata correttamente da molti genitori. Si tratta di un disturbo di cui si può iniziare a parlare a partire dai 5 anni, età a cui l’apparato urinario è ormai maturo. In base alla causa, si è soliti distinguere tre differenti forme del problema per una diagnosi accurata. Lo stress da pandemia in alcuni casi ha comportato anche peggioramenti del problema. I genitori non devono allarmarsi, ma mantenere la giusta “temperatura” emotiva e rivolgersi ai professionisti senza abbandonare la terapia. “In questo momento l’emergenza sanitaria ha comportato un aumento di stress e di ansia nei bambini e nelle famiglie”, sottolinea il dott. Antonio D’Alessio, chirurgo urologico pediatrico e pediatra, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Pediatrica dell’ASST Ovest Milanese, Ospedale di Legnano (Mi). “Inizialmente si era anche pensato che il lockdown potesse garantire un miglior controllo famigliare delle buone abitudini, sia quelle legate all’idratazione che all’alimentazione, ma in realtà non è stato così. Le modifiche profonde al modo di vivere, il cambio di regole nei cicli sonno-veglia, gli orari dilatati e l’aumento dello stress, che influisce direttamente sugli ormoni che regolano la diuresi; hanno complicato il quadro iniziale, influendo sui sintomi e favorendo, in alcuni casi, un quadro sintomatico da vescica ‘ribelle’ e ‘iperattiva’, causando peggioramenti del problema o regressioni. In tutti i casi in cui si registrino ‘ricadute’ è bene informare il professionista, ricostruire il diario minzionale e non abbandonare la terapia e la fiducia nella remissione del problema.”

L’enuresi comporta sempre vissuti di disagio, sia nel bambino che nella famiglia che deve far fronte al problema. “Ciò che è importante evidenziare è che i bambini comunicano attraverso il corpo, perché faticano ad esprimere tramite il linguaggio verbale, emozioni negative, fattori di stress o malessere emotivo”, suggerisce il dott. Emiliano Monzani, psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’ASST di Bergamo Ovest. “Nell’espressione emotiva infantile, il corpo è sempre più ‘avanti’ delle parole. Per questa ragione, disequilibri nelle funzioni fisiologiche legate alla regolazione sfinterica o all’alimentazione, sono spesso spia di qualcosa che si sta sregolando.”

Proprio per sensibilizzare sull’argomento, il 25 maggio entra in calendario la Giornata Mondiale dell’Enuresi, il cui obiettivo è promuovere il dialogo con i professionisti della salute per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle cause della problematica e ricercarne le soluzioni.