
Dall’obesità al diabete, fino ai noduli tiroidei e all’ipogonadismo. Si è recentemente concluso l’VIII Convegno Agrigentino sulle Malattie Endocrine 2026, “una 2-giorni di Endocrinologia e malattie metaboliche che riunisce ad Agrigento specialisti nazionali e internazionali, insieme a Biologi nutrizionisti, Infermieri e Farmacisti”. Dopo i saluti delle Autorità, i lavori si sono aperti con una sessione dedicata all’obesità, affrontata con un approccio sempre più integrato. Giuseppe Navarra, professore di Chirurgia Bariatrica al Policlinico Universitario di Messina, ha ricordato come “oggi la cura passi da strategie combinate”: “Nutrizione, supporto psicologico, farmaci, tecniche endoscopiche e chirurgia”, afferma. “L’intervento bariatrico, eseguito quasi sempre in laparoscopia o robotica, resta il metodo più efficace e duraturo, ma richiede un cambiamento reale dello stile di vita.”
“La malattia, sempre più diffusa in tutte le fasce d’età, non rappresenta più un limite per attività un tempo proibitive, come la subacquea con autorespiratore”, dichiara Elena Gamarra, endocrinologa dell’Ente ospedaliero cantonale di Lugano. “Grazie ai protocolli sviluppati dall’associazione Diabete Sommerso, anche le persone con diabete di tipo 1 possono immergersi in sicurezza, supportate da tecnologie e formazione adeguata.”
Ampio spazio è stato dedicato anche ai noduli tiroidei, una condizione molto frequente nella popolazione adulta. “È importante un corretto inquadramento diagnostico con esami del sangue ed ecografia eseguita da un Endocrinologo”, afferma Pierpaolo Trimboli, primario di Endocrinologia all’EOC di Lugano. “I tumori tiroidei rappresentano meno del 5% dei noduli e sono spesso poco aggressivi, ma richiedono comunque un percorso accurato che, quando necessario, include biopsia e intervento chirurgico.”
“Le giornate agrigentine sono ormai un appuntamento stabile per la comunità endocrinologica siciliana”, dichiara il prof. Sandro La Vignera, ordinario di Endocrinologia dell’Università di Catania, che ha illustrato le evidenze sul trattamento sostitutivo con testosterone nei pazienti obesi con ipogonadismo, una condizione che riguarda circa 1 obeso su 2: “Il testosterone può agire in sinergia con le nuove terapie anti-obesità, offrendo un supporto terapeutico aggiuntivo nei casi selezionati.”
“In Sicilia, sovrappeso e obesità continuano a crescere con un aumento del rischio di diabete e complicanze cardiovascolari”, afferma il prof. Manfredi Rizzo, ordinario dell’Università di Palermo. “Occorre intervenire precocemente, promuovendo prevenzione e stili di vita sani fin dall’infanzia.”
Nella seconda giornata, spazio agli approfondimenti sulla terapia anabolica dell’osteoporosi, nodulo tiroideo, nefropatie, neurodegenerazione e malattie metaboliche.

















