Ematologi e AIL insieme per sconfiggere le malattie del sangue

208

Sono circa 30mila ogni anno in Italia i nuovi casi di tumore del sangue. Grazie alla ricerca, oggi i pazienti hanno più probabilità di guarire o convivere per anni con la malattia mantenendo una buona qualità di vita. Sostenere i pazienti e le loro famiglie e favorire la Ricerca scientifica per rendere disponibili terapie sempre più efficaci sono obiettivi che si raggiungono anche grazie all’alleanza concreta tra AIL, Associazione Italiana contro Leucemie Linfomi e Mieloma, e l’Ematologia italiana. Sono 120 i centri di Ematologia sul territorio nazionale che operano secondo standard e protocolli condivisi in modo da assicurare ai pazienti una diagnosi precisa, sicura e uniforme in tutta Italia; inoltre, AIL finanzia la ricerca con 114 progetti di ricerca in tutta Italia. Appuntamento significativo è la XVII Giornata Nazionale per la Lotta Contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, promossa dall’AIL sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri. Il 21 giugno scorso si è tenuta la conferenza stampa nazionale dedicata alla Giornata, aperta dal prof. Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, tradizionale appuntamento di AIL per raccontare i progressi della ricerca in Ematologia e l’impegno delle 82 sezioni AIL a favore dei pazienti e delle loro famiglie. Tema della Conferenza, AIL e l’Ematologia Italiana: un’Alleanza Concreta che Guarda al Futuro. Rivoluzioni Terapeutiche e Nuovi Traguardi nella Cura dei Tumori del Sangue. All’incontro hanno partecipato i più importanti ematologi italiani e rappresentanti del mondo del Terzo settore.

“Da oltre 50 anni AIL è impegnata ad affiancare i pazienti ematologici e le loro famiglie, sostenere la ricerca scientifica e favorire il progresso della conoscenza nel campo dei tumori del sangue”, dichiara Pino Toro, presidente nazionale AIL. “Nel tempo, grazie alla ricerca, le terapie sono diventate sempre più efficaci e mirate e ne arriveranno altre in un futuro prossimo. AIL finanzia costantemente la ricerca sulle leucemie, i linfomi, il mieloma e gli altri tumori del sangue in tutta Italia. Inoltre sostiene la Fondazione GIMEMA Franco Mandelli, Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto, che promuove la ricerca indipendente e lavora per identificare i migliori standard diagnostici e terapeutici per le malattie ematologiche e, grazie a borse di studio e contratti, contribuisce alla formazione e all’aggiornamento di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio. In un’ottica di condivisione AIL, attraverso il GIMEMA, ha scelto di cooperare con i centri di ricerca e di dare accesso ai dati delle ricerche; inoltre, opera in modo che i pazienti possano accedere a farmaci innovativi, attraverso la partecipazione a trial clinici. Tutto questo – prosegue – si traduce in un’alleanza virtuosa che porta a rendere disponibili terapie sempre più efficaci e che offrono anche una buona qualità di vita per il paziente. Il Terzo settore è in continua evoluzione per rispondere al meglio ai progressi della ricerca e ai cambiamenti sociali e culturali. In Italia sono oltre 350mila le organizzazioni che danno lavoro a oltre 1milione di persone, a cui si affiancano quasi 6milioni di donne e uomini che volontariamente e gratuitamente offrono il proprio tempo e aiuto a chi è nel bisogno.”

Da oltre 40 anni la Fondazione GIMEMA Franco Mandelli promuove e sostiene la ricerca clinica indipendente in oncoematologia e questo ha portato a raggiungere risultati importanti anche grazie alla rete di 120 centri su tutto il territorio nazionale che adottano criteri e standard condivisi. “La Fondazione GIMEMA, Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto, è nata come gruppo cooperatore per migliorare i risultati della terapia nelle leucemie acute e croniche”, dichiara Marco Vignetti, presidente Fondazione GIMEMA Franco Mandelli e vicepresidente nazionale AIL. “Un obiettivo impegnativo e perseguibile mettendo a punto dei protocolli condivisi che consentano di utilizzare le migliori terapie disponibili per tutti i pazienti grazie a specialisti, infermieri, tecnici di laboratorio, data manager che operano secondo gli stessi standard. I protocolli vengono stabiliti tra il GIMEMA e i migliori specialisti italiani mettendo in atto criteri di ricerca innovativi, e questo porta a centrare un obiettivo altrettanto importante: la formazione e l’aggiornamento continuo degli operatori sanitari. Questi protocolli sono applicati in tutti i 120 centri della rete di ospedali su tutto il territorio, garantendo che tutti i pazienti ricevano le stesse terapie e la medesima assistenza in modo omogeneo. Vista l’aumentata disponibilità e complessità delle terapie, per rispondere a questa esigenza circa 20 anni fa sono stati creati 8 Working Parties: ogni gruppo è dedicato a una diversa patologia o area, tra cui la ‘qualità di vita’; protocolli di diagnosi e di monitoraggio dell’andamento della terapia insieme a protocolli terapeutici sempre aggiornati – conclude – rendono alta la qualità dell’assistenza offerta dal GIMEMA nei centri che afferiscono al Servizio sanitario nazionale.”