EMA: “Le trombosi dovranno essere considerate effetti collaterali rari del vaccino Vaxzevria

110

“Il comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac) ha concluso che i coaguli di sangue insoliti con piastrine basse dovranno essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (nome attuale del vaccino di AstraZeneca).” La Commissione Europea riconosce il rischio di trombosi cerebrale a chi viene somministrato il vaccino di AstraZeneca – da qualche tempo rinominato Vaxzevria – ma nello stesso tempo ribadisce come gli eventi siano talmente rari e che convenga vaccinarsi, essendo i vantaggi di gran lunga superiori ai rischi. Durante l’analisi, inoltre, “non sono individuati fattori di rischio legati all’età”.

Sempre secondo l’Agenzia, la maggior parte dei casi finora segnalati all’Ema “si è verificata in donne di età inferiore ai 60 anni, entro 2 settimane dalla prima dose”, mentre l’incidenza dei casi sospetti dopo la seconda dose “è limitata”. “Una spiegazione plausibile per la combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse è una risposta immunitaria, che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina”, riporta ancora la nota. Per questo il Comitato “ha richiesto nuovi studi a quelli in corso per fornire maggiori informazioni e intraprenderà tutte le ulteriori azioni necessarie”.

“Voglio iniziare affermando che il nostro Comitato per la sicurezza, il Comitato per la farmacovigilanza e la valutazione del rischio dell’Agenzia europea per i medicinali, ha confermato che i benefici del vaccino AstraZeneca nella prevenzione del Covid-19 nel complesso superano i rischi degli effetti collaterali”, dichiara Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia, aprendo la conferenza stampa. “La vaccinazione deve continuare in quanto il rischio di mortalità da Covid è molto più alto del rischio di mortalità di questi effetti collaterali”, ribadisce. “Sono stati segnalati 3 casi di trombosi, simili a quelle di AstraZeneca, su 4,5milioni di somministrazioni con il vaccino di Johnson&Johnson”, dichiara Peter Arlett, capo del dipartimento di farmacovigilanza ed epidemiologia dell’Ema. “Stiamo studiando questi effetti su tutti i vaccini.”