
La Commissione Europea ha approvato mepolizumab, un anticorpo monoclonale diretto contro l’interleuchina-5 IL-5, negli adulti come trattamento di mantenimento aggiuntivo per la BPCO non controllata caratterizzata da un aumento degli eosinofili nel sangue, in associazione a un corticosteroide inalatorio ICS, un beta2-agonista a lunga durata d’azione LABA e un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione LAMA. L’approvazione si è basa sui dati positivi dello studio di fase III Matinee, in cui mepolizumab ha mostrato una riduzione clinicamente e statisticamente significativa del tasso annualizzato di riacutizzazioni moderate/gravi rispetto al placebo più lo standard di cura in un ampio spettro di pazienti con BPCO con fenotipo eosinofilo.
INCIDENZA BPCO
La BPCO colpisce oltre 390milioni di persone, di cui circa 40milioni in Europa. A livello globale, si prevede che sarà la principale causa di ricoveri ospedalieri nel prossimo decennio; in caso di ricovero ospedaliero per BPCO, 1 paziente su 10 potrebbe morire durante la degenza, fino a 1 su 4 nel corso del successivo anno e la metà entro 5 anni.
Mepolizuamb è il primo farmaco biologico con dati di fase III pre-specificati che mostrano una riduzione del tasso annualizzato di riacutizzazioni che portano a visite al pronto soccorso e/o ricovero ospedaliero rispetto al placebo: “Per la prima volta, gli adulti con BPCO non controllata, caratterizzata da elevati livelli di eosinofili nel sangue, nell’UE avranno l’opzione terapeutica di un farmaco biologico mensile, che ha dimostrato di ridurre significativamente le riacutizzazioni, che possono portare a danni polmonari irreversibili, ricoveri ospedalieri e accessi al Pronto Soccorso”, dichiara Kaivan Khavandi, SVP, global head Respiratory, Immunology & Inflammation R&D GSK. “Mepolizumab potrebbe offrire sollievo ai milioni di europei che necessitano di opzioni aggiuntive, oltre alla tripla terapia inalatoria, per gestire la BPCO.”
“Il peso della malattia nei pazienti con BPCO è smisurato, soprattutto per coloro che devono affrontare continue riacutizzazioni e ripetuti ricoveri ospedalieri”, afferma Susanna Palkonen, direttrice della Federazione Europea delle Associazioni di Pazienti con Allergie e Malattie Respiratorie EFA. “Accogliamo con favore, e la nostra comunità ne è entusiasta, le nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con BPCO, poiché sono disperatamente necessarie.”
Oltre alla BPCO, mepolizuamb è approvato in Europa per altre 4 patologie causate da infiammazione di tipo 2 sottostante, tra cui asma grave, rinosinusite cronica con polipi nasali CRSwNP, granulomatosi eosinofila con poliangioite EGPA e sindrome ipereosinofila HES. È approvato anche per la BPCO negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Cina.












