Elezioni 2022. Gli impegni dei partiti per la lotta ai tumori

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Accesso, innovazione, presa in carico, gestione della cronicità, coinvolgimento delle Associazioni nei tavoli decisionali. Sono i grandi pilastri sui quali convergono i 12 punti del nuovo Accordo di Legislatura 2022/2027, siglato dalle 43 Associazioni di pazienti oncologici e oncoematologici del Gruppo La Salute: Un Bene da Difendere, un Diritto da Promuovere con tutte le forze politiche in lizza per le elezioni. Un vero e proprio manifesto programmatico che racchiude le criticità e le aree di intervento prioritarie della lotta contro il cancro nel nostro Paese, dal quale ripartire per migliorare la qualità di vita degli oltre 3,6milioni di italiani che convivono con un tumore solido o del sangue. Il nuovo Accordo di legislatura è stato presentato e sottoscritto nei giorni scorsi a Roma, rinnovando l’impegno comune delle Associazioni di pazienti e dei rappresentanti dei partiti, con l’intento di riformare l’intergruppo parlamentare Insieme per un Impegno Contro il Cancro, che ha già operato nelle 2 ultime legislature in modo del tutto trasversale agli schieramenti politici, contribuendo all’approvazione di alcune norme sul tema del cancro e la condivisione di atti di indirizzo politico votati da entrambi i rami del Parlamento all’unanimità.

“Il nuovo Accordo di Legislatura è il naturale proseguimento della proficua collaborazione tra le Associazioni del Gruppo e le forze politiche”, dichiara Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna Onlus e Ccoordinatrice del Gruppo. “Dal 2014 a oggi abbiamo dato vita ad un fitto dialogo con i rappresentanti istituzionali del Governo, del Parlamento e delle Regioni per promuovere azioni volte ad una migliore presa in carico e cura dei pazienti con tumore: e non intendiamo fermarci, dobbiamo anzi proseguire il lavoro a spron battuto perché l’emergenza sanitaria vissuta negli ultimi 2 anni e mezzo ha spostato un po’ l’attenzione ma allo stesso tempo creato ulteriori criticità. La salute e i diritti dei pazienti con tumore devono diventare prioritari nell’agenda di tutti i partiti e del prossimo Governo.”

Ogni giorno in Italia si diagnosticano circa 1.000 nuovi casi di tumore; le percentuali di sopravvivenza sono però in progressivo aumento: il 65% delle donne e il 59,4% degli uomini è vivo a 5 anni dalla diagnosi (I Numeri del Cancro in Italia 2021, AIOM, AIRTUM). Lo scenario determinato dall’epidemia di SARS-CoV-2 ha causato un rallentamento nell’attuazione dei programmi di screening, con effetti non ancora del tutto chiari sulle diagnosi delle patologie oncologiche e sugli esiti del prossimo futuro. Potenziare l’accesso agli screening oncologici per la diagnosi precoce dei tumori è quindi uno dei primi punti su cui lavorare, rinnovando e modernizzando la dotazione strumentale e tecnologica per gli screening diagnostici e adottando nuove strategie comunicative per garantire l’adesione della popolazione. “La diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva del paziente sono momenti strategici che possono segnare la qualità del percorso terapeutico e gli esiti della malattia”, afferma Gianluca Pistore, presidente MelanomaDay. “Talvolta queste malattie sono subdole, difficili da diagnosticare e nelle prime fasi non ci sono segni o sintomi che possono far insospettire. Per questo bisogna investire negli screening, potenziarli e migliorarne la ‘cultura’ e la diffusione sul territorio.”

Altro punto chiave riguarda l’accesso all’innovazione: non solo terapeutica, ma anche tecnologica, promuovendo l’ammodernamento dei macchinari e la transizione digitale, grazie anche ai fondi del PNRR. E migliorando l’accesso ai test genetici e genomici di ultima generazione, che favoriscono un approccio di medicina personalizzata e di precisione. “La profilazione molecolare e la possibilità di accedere a terapie collegate ad alterazioni molecolari rappresentano una delle innovazioni più importanti in oncologia”, spiega Laura Di Lauro, di ANTURE, Associazione Nazionale Tumori del Rene. “Oggi vengono utilizzati test di profilazione ampia, soprattutto next generation sequencing (NGS), per indagare l’eventuale presenza di più alterazioni molecolari, anche in pazienti con tumore avanzato o metastatico. È fondamentale che questi test siano resi disponibili in sempre più strutture sanitarie, su tutto il territorio nazionale e che ne venga garantita la rimborsabilità.”