EchoLaser contro ipertrofia e tumore della prostata per conservare anche le funzioni sessuali

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L’EchoLaser, trattamento microinvasivo non chirurgico del tumore alla prostata e dell’IPB Ipertrofia Prostatica Benigna, consente di conservare le funzioni urinarie senza perdite e le funzioni sessuali. Da poco tempo questa tecnica è disponibile presso l’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, ed è a totale carico del sistema sanitario. Si tratta di un sistema laser interstiziale a diodi, il cui raggio produce un effetto di cavitazione all’interno dell’organo. Rappresenta un’innovazione per il trattamento dell’Iperplasia Prostatica Benigna, ma è anche particolarmente indicato per i trattamenti focali della neoplasia prostatica, ovvero quelli che necessitano di trattare solo la zona del tumore, con la possibilità di preservare parzialmente la ghiandola, quindi un tumore intracapsulare.

“EchoLaser implementa le possibilità di trattamento della patologia prostatica”, spiega il prof. Pierluigi Bove, responsabile dell’UO di Urologia all’Ospedale San Carlo di Nancy. “Questo sistema, grazie alla sua interfaccia, permette di pianificare nei minimi dettagli l’intervento e di avere un controllo real-time del trattamento. L’intervento percutaneo, non chirurgico, è microinvasivo, con atraumaticità per il paziente: l’approccio transperineale (attraverso il perineo, senza interessare la via urinaria) permette di mantenere le funzionalità dell’apparato urinario. Non vi è anestesia generale, bensì locale con un ritorno alla quotidianità estremamente rapido a poche ore dall’intervento.”

Questa procedura, secondo alcuni, potrebbe quindi essere considerata una valida alternativa alla chirurgia radicale, alla radioterapia o eventualmente alla sorveglianza attiva per tutti quei pazienti che presentano un tumore della prostata non particolarmente aggressivo. Tuttavia mancano i dati di efficacia, soprattutto a lungo termine per il cancro della prostata.

L’INTERVENTO CON IL SISTEMA ECHOLASER

L’intervento è microinvasivo, avviene per via percutanea e consente, tramite l’introduzione attraverso la cute del perineo di 2 piccoli aghi (del diametro di 0,8 mm), di trattare la prostata senza intaccare la via urinaria. Il sistema è composto da un ecografo, un modulo laser multi-sorgente e l’interfaccia per la pianificazione e il monitoraggio real-time della procedura. Grazie alla guida ecografica e al software di pianificazione dell’intervento il medico posiziona in maniera rapida e sicura più applicatori della luce laser contemporaneamente e monitora in tempo reale l’azione del fascio di luce sull’area da trattare. Questo fascio di luce emesso dalla fibra laser, infatti, riscalda a temperature altissime e produce un effetto denominato necrosi coagulativa, cui segue un fenomeno di cavitazione, un vero e proprio buco all’interno dell’organo. La procedura consente di eradicare la patologia permettendo al tessuto sano di autoripararsi.

I VANTAGGI PER IL PAZIENTE

I vantaggi per il paziente sono molteplici sia in caso di trattamento del tumore prostatico che in caso di ipertrofia prostatica benigna. La procedura può infatti essere eseguita con l’utilizzo di un’anestesia locale. Si possono dunque trattare anche quei pazienti che possono andare incontro a complicanze dovute ad un’anestesia generale a causa ad esempio di patologie cardiovascolari o respiratorie importanti. Un ulteriore vantaggio consiste nella brevità del trattamento che dura circa 10 minuti.

“Molti uomini giovani che dovrebbero affrontare l’intervento si rifiutano di affrontarlo per paura di perdere la funzionalità urinaria e sessuale”, dichiara Bove. “Tramite EchoLaser è possibile preservare la funzione erettile e la continenza nella totalità dei casi, poiché non vengono intaccate né le delicate strutture nervose necessarie per la trasmissione dello stimolo erettivo, né le fibre muscolari dello sfintere, come invece può avvenire nei casi di chirurgia radicale. Il più grande vantaggio invece riscontrato nelle procedure per l’ipertrofia benigna è la possibilità di conservare l’eiaculazione nella totalità dei casi. Ci auguriamo – conclude – che questa eccellente possibilità terapeutica possa contribuire a modificare la percezione dei pazienti, soprattutto di quelli più giovani, nei confronti di un intervento spesso evitato nel timore di modificare la propria vita sessuale.”