
Non solo una questione di “chili di troppo”. Nelle malattie reumatologiche, il grasso può contribuire all’infiammazione. Questo il messaggio della Società Italiana di Reumatologia SIR in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, che ricorre il 04 marzo 2026. L’eccesso ponderale, che continua a registrare trend in crescita in tutto il mondo, è ormai ampiamente diffuso anche fra chi convive con una malattia reumatologica: oggi fino al 50% dei pazienti con artrite reumatoide e addirittura il 60% di quelli con artrite psoriasica presenta sovrappeso o obesità. “Di fronte a questi numeri è fondamentale ridefinire l’approccio terapeutico in Reumatologia, tenendo conto della variabile peso che può ‘interagire’ in diversi modi con le nostre malattie”, dichiara il prof. Andrea Doria, presidente SIR. “L’eccesso di tessuto adiposo non rappresenta soltanto un carico aggiuntivo sulle articolazioni, ma può contribuire ad alimentare l’infiammazione e a ridurre la risposta alle terapie, influenzando il decorso di malattie croniche come artrite reumatoide e artrite psoriasica. Un legame meno intuitivo rispetto a quello con diabete e patologie cardiovascolari, ma oggi sempre più documentato, perché il grasso non è solo un deposito energetico, bensì un organo metabolicamente attivo capace di produrre mediatori pro-infiammatori. E in malattie dove l’infiammazione è il cuore del problema, la gestione del peso diventa parte integrante della cura.”
“L’obesità è un fattore di rischio riconosciuto per alcune malattie reumatologiche, come l’artrosi ed è coinvolta nella patogenesi dell’artropatia psoriasica; è inoltre un fattore complicante dell’artrite reumatoide”, afferma il prof. Roberto Felice Caporali, presidente eletto SIR. “Chi presenta una malattia reumatologica e ha anche un BMI elevato, in genere, va incontro a una condizione più severa e risponde meno efficacemente ai farmaci. A spiegare questa relazione sono 2 elementi. Oltre al ben noto effetto meccanico – cioè l’aumentato stress su articolazioni già compromesse – sta emergendo un altro aspetto, meno visibile ma altrettanto rilevante: l’impatto immunologico dell’eccesso di tessuto adiposo. Il problema insomma non è soltanto ‘portarsi dietro’ più chili, ma gestire un ‘ospite’ capace di dialogare con il sistema immunitario, aggravando lo stato infiammatorio.”
“La gestione del paziente reumatologico con obesità deve quindi prevedere un approccio bimodale”, afferma ancora Caporali. “Da un lato il controllo dell’infiammazione con le terapie specifiche; dall’altro un intervento strutturato sul peso corporeo. Il controllo del peso è essenziale e lo sta diventando sempre di più. Una modifica dello stile di vita, con una dieta corretta e attività fisica adeguata, può migliorare la risposta ai farmaci e ridurre il burden infiammatorio. È importante che i Reumatologi parlino con i propri pazienti di questi aspetti: perdere peso non può più essere solo un elemento accessorio; deve diventare un preciso obiettivo di salute da raggiungere con un’adeguata strategia terapeutica.”














