Dupilumab, anticorpo monoclonale contro l’esofagite eosinofila

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Dupilumab è un anticorpo monoclonale completamente umano che inibisce le vie di segnalazione mediate da interleuchina-4 (IL-4) e interleuchina-13 (IL-13). La somministrazione di 300mg a settimana ha dimostrato di migliorare significativamente la capacità di deglutizione e di ridurre l’infiltrato di eosinofili a livello dell’esofago rispetto al placebo. Questo rappresenta un miglioramento significativo in termini di misure cliniche (Dysphagia Symptom Questionnaire) e istologiche della malattia rispetto al placebo. I risultati dello studio di fase 3 presentati al congresso della United European Gastroenterology Week Virtual 2021 e saranno valutati dalle autorità regolatorie entro il 2022.

L’esofagite eosinofila (EoE) è una patologia infiammatoria cronica e progressiva che danneggia l’esofago e ne impedisce il corretto funzionamento. Nel tempo, un’eccessiva infiammazione di tipo 2 può causare fibrosi e restringimento del lume dell’esofago, rendendo difficile la deglutizione. Nel settembre 2020, la FDA ha conferito la designazione di Breakthrough therapy a dupilumab per il trattamento di pazienti con EoE di età pari o superiore ai 12 anni. I risultati relativi al periodo di trattamento attivo esteso (vale a dire a 52 settimane) di un precedente studio di fase 3 che ha analizzato il trattamento con 300mg di dupilumab a settimana per 24 settimane sono stati recentemente.

“L’attuale standard di cura agisce esclusivamente sui sintomi dell’esofagite eosinofila e quindi offre un sollievo limitato soltanto ai sintomi delle persone che ne sono affette. Non essere stati a lungo in grado di sviluppare un trattamento rivolto alla causa sottostante alla malattia non ci ha messo nelle condizioni di soddisfare i reali bisogni dei pazienti”, afferma Naimish Patel, M.D. head of Global Development, Immunology and Inflammation di Sanofi. “Il fatto che dupilumab assunto una volta a settimana, inibendo l’attività delle citochine IL-4 e IL-13, sia in grado di ridurre l’infiammazione a livello dell’esofago e di fornire un significativo sollievo ai pazienti nella deglutizione ci incoraggia molto. Riserviamo molta fiducia nel potenziale ruolo di questo farmaco nell’agire sull’infiammazione di tipo 2 all’origine stessa dell’esofagite eosinofila.”

L’EoE danneggia l’esofago e gli impedisce di funzionare correttamente. A volte, anche solo ingoiare la più piccola quantità di cibo o bere un sorso d’acqua può trasformarsi in un’esperienza dolorosa che può potenzialmente essere causa di soffocamento. Coloro che soffrono di EoE vivono con ansia e frustrazione l’aumento progressivo della lista di cibi che possono dare loro questo effetto. La dilatazione dell’esofago, usata per contrastare i fenomeni di restringimento, è spesso dolorosa e, nei casi gravi, l’unica opzione in grado di garantire un adeguato sostentamento al paziente è rappresentato da un tubo di alimentazione per garantire l’apporto calorico e l’aumento di peso.

L’EoE influisce sulla qualità della vita, i pazienti che convivono con questa malattia hanno maggiori probabilità di sperimentare la depressione, soprattutto col passare dell’età, rispetto alle persone senza EoE. Negli Stati Uniti, sono circa 160mila i pazienti con EoE attualmente trattati, di cui circa 48mila hanno vissuto il fallimento di diversi tipi di trattamento. “Questa sperimentazione clinica ci dà il reale impatto di questa malattia. Più di 1/3 dei pazienti affetti da EoE ha avuto bisogno di dilatazioni endoscopiche invasive che possono attenuare temporaneamente i sintomi ma comportano il rischio di una rottura dell’esofago”, spiega George D. Yancopoulos, M.D., Ph.D., presidente e chief scientific officer di Regeneron. “Dupilumab, che che inibisce l’attività delle citochine IL-4 e -13, ha portato risultati convincenti in uno spettro di patologie che hanno in comune un forte bisogno insoddisfatto dei pazienti. Infatti, i nostri dati positivi di fase 3 in 6 diverse malattie, consolidano la nostra ipotesi iniziale che l’interleuchina-4 e l’interleuchina-13 sono i principali motori dell’infiammazione di tipo 2 e della patologie allergiche ad essa correlate, sia che si manifestino nel tratto gastrointestinale come nel caso dell’esofagite eosinofila che nel tratto respiratorio come l’asma o la rinosinusite cronica con poliposi nasale, o sulla cute come nella dermatite atopica, nell’orticaria cronica spontanea o nella prurigo nodularis.”