
In occasione di Settembre Mese della Consapevolezza del Dolore, Viatris Italia richiama l’attenzione su una condizione diffusa quanto trascurata, ovvero l’impatto del dolore nella vita quotidiana. La performance della campagna Via dal Dolore, realizzata tra le vie di Milano, intende portare alla luce l’impatto che il dolore può avere nella quotidianità, spesso insinuandosi nella vita delle persone senza lasciare segni visibili e compromettendone profondamente la qualità della vita. I performer hanno “messo in scena” la quotidianità di una persona affetta da dolore persistente, simulando le difficoltà nei movimenti, come camminare, le esitazioni nei gesti più semplici e il peso emotivo che accompagna ogni azione quotidiana, suscitando l’interesse da parte dei passanti attraverso il linguaggio del corpo. Avviata lo scorso anno, la campagna è stata ideata per coinvolgere Medici, Farmacisti e pazienti attraverso materiali informativi dedicati, una presenza digitale, la partecipazione attiva a Congressi di settore e la formazione dei professionisti sanitari, spiegano i promotori.
Il dolore rappresenta una delle esperienze più universali e, al contempo, più complesse da comprendere e trattare. In ambito medico è possibile distinguerlo in 4 tipologie principali:
- Nocicettivo, causato da danni ai tessuti;
- Neuropatico, derivante da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso;
- Nociplastico, dovuto a un’alterata elaborazione del dolore da parte del sistema nervoso centrale;
- Misto, che combina più meccanismi dolorosi simultaneamente nella stessa area del corpo come ad esempio la lombalgia cronica, riconosciuta come la principale causa di disabilità nel mondo, con una prevalenza stimata superiore al 70% nelle Società industrializzate.
Il dolore nocicettivo è spesso associato a condizioni infiammatorie come tendiniti, borsiti e artriti, oppure a traumi articolari. È per esempio frequente nei casi di instabilità cronica della caviglia, dove la persistenza del danno tissutale genera dolore anche a lungo termine. Il dolore neuropatico si manifesta invece in patologie come la neuropatia periferica o la radicolopatia. Il dolore nociplastico, meno noto ma sempre più riconosciuto, è caratteristico di condizioni in cui non si riscontrano danni evidenti ma il dolore è comunque reale e debilitante. Ne sono esempio la fibromialgia, la sindrome da stanchezza cronica, e le malattie infiammatorie intestinali, la cui incidenza è in aumento anche in Italia, con tassi che toccano i 93,8 casi per 100mila abitanti. Infine, la forma mista è tra le più difficili da trattare: in Italia, come riportato in alcuni studi, interessa circa il 34% dei pazienti con dolore cronico, con osteoartrosi e lombalgia cronica tra i principali esempi.
Nonostante la diffusione e la varietà delle forme di dolore, molte persone non ne parlano in modo aperto con i professionisti sanitari: per motivi culturali, emotivi, o per mancanza di consapevolezza della propria condizione, il dolore viene minimizzato o ignorato. Questo silenzio, sottolinea la campagna, può però portare a diagnosi tardive, trattamenti inefficaci e a una gestione del dolore non adeguata. Superare il tabù che il dolore debba essere semplicemente sopportato è il primo passo per costruire un dialogo autentico tra medico e paziente, in grado di favorire una presa in carico tempestiva, personalizzata ed efficace. Ogni tipologia e grado di dolore merita ascolto, anche quando non è evidente, perché può compromettere l’autonomia, il lavoro, le relazioni e l’equilibrio psicologico: “Il dolore, soprattutto nella sua forma cronica, può isolare e limitare profondamente chi ne è colpito”, dichiara Matteo Surace, medical lead Italy & head of North cluster Europe Viatris Italia. “Con la campagna Via dal Dolore vogliamo porre l’attenzione su una realtà spesso invisibile e che impatta in modo significativo la qualità di vita delle persone. In linea con la nostra mission di consentire alle persone nel mondo di vivere una vita più sana in ogni sua fase, siamo al fianco dei pazienti, dei clinici e dei farmacisti per promuovere una maggiore consapevolezza delle diverse tipologie di dolore, favorire una diagnosi precoce e permettere a ciascuno di trovare la giusta risposta alle proprie necessità di salute.”












