
La ricerca neuroscientifica mostra che il dolore acuto è soprattutto legato alla risposta nocicettiva dei recettori sensoriali presenti nella pelle, nei muscoli, nelle articolazioni e negli organi interni, che rilevano input potenzialmente nocivi e si attivano in risposta a 3 tipi principali di stimoli: termici (caldo-freddo); meccanici (tagli o schiacciamento); chimici, ad opera di sostanze rilasciate durante un'infiammazione.
Il dolore cronico, definito come persistenza del sintomo oltre i 3 mesi, interessa circa 1/5 della popolazione europea. Non si tratta semplicemente di un dolore “più lungo” rispetto a quello acuto: è un fenomeno con meccanismi propri perché coinvolge circuiti cerebrali connessi alla memoria autobiografica, alle emozioni e all’immagine di sé. Il dolore diventa parte della storia della persona, si intreccia con i suoi ricordi e con il suo modo di interpretare il mondo.
IL DOLORE CRONICO IN ITALIA
- Prevalenza: 24,1% degli adulti (oltre 10milioni di persone), il 60% donne;
- L’aumento è marcato con l’età (8% 18-44 anni; 21,3% 45-54 anni; 35% 65-74 anni; ≈50% ≥85);
- Cause riferite (EHIS 2019, modulo ISS-ISTAT-ISAL): malattia primaria 52%; trauma 21%; post-chirurgia 7%; tumore 3%; senza diagnosi 13%.
DOLORE CRONICO ONCOLOGICO
- Prevalenza stimata: ~0,7% degli adulti (~307mila persone), 64,8% donne;
- Carico maggiore negli over65;
- Intensità: forte/molto forte 40,9% (rispettivamente 30,1% e 10,8%); moderato 49,4%;
- Trattamenti: continui 60,6%; al bisogno 14,8%; nessuna terapia 6,7%;
- Comorbilità psichiche (12 mesi): depressione 20,0%; ansia grave 15,6% (vs 2,1% e 1,5% nei non affetti da dolore cronico).
“DOLORE MENTALE” PSYCHACHE - STRUMENTI BREVI VALIDATI IN ITALIA
- OMMP-8 (Orbach & Mikulincer Mental Pain Scale - 8 Item, versione italiana): AUC 0,811 per ideazione suicidaria recente; cut-off ≥21,5 con sensibilità 70,4% e specificità 79,9%; buone proprietà psicometriche e invarianza di misura;
- PAS-10 (versione Mokken della Holden Psychache Scale): campione italiano (n=400); unidimensionalità; α ≈0,9; ottima capacità discriminativa per rischio suicidario.

















