
Il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, è intervenuta con un videomessaggio al convegno Accogliere e Servire nello Spirito di San Francesco - Identità e Presenza di Uneba Accanto ai Più Fragili, promosso da Uneba nella città che nel 2024 ha ospitato il primo G7 al mondo dedicato alle persone con disabilità e all’inclusione: “Ricordi straordinari, ma soprattutto tracce fondamentali per un cammino che stiamo costruendo insieme agli altri Paesi G7, ma insieme a tante altre realtà, grazie alla Carta di Solfagnano, che con i suoi 8 princìpi, declinati anche dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, ci guida attraverso degli impegni molto seri e molto concreti”, dichiara.
“Serve l’impegno davvero di tutti per lavorare insieme dal punto di vista istituzionale, del mondo del Terzo Settore e con il coinvolgimento del mondo privato, perché solo insieme possiamo essere abbastanza forti e capillari per supportare i bisogni e le richieste di ogni singolo cittadino e di ogni persona che ha necessità”, prosegue. “Con l’ultimo bando Vita e Opportunità, che è uscito il 02 marzo, ho notato la grande forza, il grande entusiasmo, la grande preparazione e l’esperienza del mondo del Terzo Settore, che è pronto sempre di più a lavorare insieme alle Istituzioni, non su tavoli separati, insieme per decidere e immaginare strategie di politiche sociali che siano sempre più mirate e che vadano incontro davvero ai bisogni dei cittadini.”
“Quella che vuole non solo fermarsi lì, ma dare davvero una spinta al cambiamento per passare dal mero assistenzialismo alla valorizzazione di ogni persona”, afferma ancora Locatelli. “Questa è una sfida che abbiamo davanti, importante. Non possiamo più utilizzare i sistemi di welfare che abbiamo avuto e usato fino ad oggi nello stesso modo, ma sono cambiate le persone, è cambiato il mondo, sono cambiate le opportunità, anche grazie alla medicina, alla scienza, alla tecnologia”, prosegue, sottolineando la “necessità di rinnovare anche i servizi che devono essere più flessibili, più aperti, in rete con gli altri”.
“Da qui – conclude – parte una vera ‘rivoluzione gentile’, nel senso che noi non possiamo fermarci, dobbiamo continuare a spingere verso il cambiamento; è necessario per dare risposte di qualità e per crescere sempre più civilmente come Paese.”













